Gandler: «Come Favini e l’Atalanta Il Como investirà sul settore giovanile»
Mino Favini ha fatto le fortune di Como e Atalanta (Foto by Cusa)

Gandler: «Come Favini e l’Atalanta
Il Como investirà sul settore giovanile»

Il Ceo azzurro ha le idee chiare sul futuro della società e del piano della proprietà

Michael Gandler, Ceo del Como, non ha dubbi. E lo fa sapere ai tifosi del Como che gli hanno posto domande via social. «Il nostro obiettivo è quello di arrivare a vincere il campionato, ma anche di creare una filofosofia precisa di lavoro, che non sia fatta solo di ingaggi più alti per i calciatori. Vincere non dipende solo dai soldi ma anche da un lavoro a 360 gradi, sulle strutture, sulla tecnologia, sui bisogni che può avere la squadra. E tutto si basa su una società solida e ben strutturata. Valutando tutto questo potremo mettere più risorse sul piatto».

Qualcuno chiede se il Como potrà diventare la nuova Atalanta, «è l’Atalanta a essere il vecchio Como - risponde -, raccogliendo i frutti del grande lavoro fatto da Favini sul settore giovanile, quello che era accaduto qui. Ed è per questo che continueremo a investire sul vivaio e sull’organizzazione. Serve una strategia a lungo termine, certamente anche noi sognamo la serie A. Investendo anche sulla piazza, lo stadio, le infrastrutture».

Capitolo stadio, altro tema molto gettonato. Come quello sul centro sportivo. «Sul Sinigaglia non si è fatto nulla per ottant’anni e adesso tutti i giorni ci chiedono uno stadio nuovo... A parte gli scherzi, il discorso stadio non dipende solo da noi, è un problema che non si risolve in un giorno, è un percorso lungo. Ci vuole pazienza e una valutazione attenta e precisa della situazione. Ci sono proposte, persone che ci stanno lavorando, anche un nostro gruppo in Indonesia a Giacarta, per studiare soluzioni e progetti. Non siamo fermi. La collaborazione con il Comune? È difficile poter avere “tutti a bordo”, ma per la maggior parte c’è grande disponibilità. L’amministrazione ha capito il valore che può avere la riqualificazione di quell’area. Spero che tra poco si possa avere un progetto che si trasformi in realtà».

E in quanto al centro di proprietà, «la voglia resta ed è un’idea che porteremo avanti, ma il discorso stadio viene prima».

A chi chiede il perché Sent abbia scelto proprio il Como, Gandler precisa però che «non siamo venuti qui per lo stadio, Sent cercava una società in Italia con una storia importante alle spalle ma da poter far crescere. Sono state valutate anche altri club, Como è risultato il più interessante. Solo dopo, una volta qui, abbiamo capito la grande opportunità che può essere la riqualificazione del Sinigaglia, anche in termini di flusso economico da reinvestire nella crescita della società e della squadra».

Uno stadio che Gandler definisce «un tesoro».


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