Il Como e... galeotto fu il Novara Ludi&Gattuso, grande rapporto
Giacomo Gattuso aveva già lavorato con Carlalberto Ludi a Novara (Foto by Cusa)

Il Como e... galeotto fu il Novara
Ludi&Gattuso, grande rapporto

Direttore sportivo e allenatore biancoblù legatissimi anche per via della stessa esperienza precedente

Galeotto fu il Novara. Il nome del prossimo avversario del Como ci proietta in una lunga doppia storia. Quella di Jack Gattuso per 17 anni nelle giovanili del club, con quattro apparizioni sulla panchina della prima squadra. Ma anche quella di Charlie Ludi, capitano e bandiera di quella squadra.

Anzi, a ben vedere la storia che più ci interessa è una terza: il rapporto tra i due nato lì, ricco di aneddoti e situazioni, che sono poi alla base di quanto successo adesso a Como: l’idea di Ludi di portarlo qui subito, un anno e mezzo fa, realizzata poi un anno dopo. Inizialmente il ds voleva dargli un ruolo all’interno del settore giovanile, 12 mesi dopo le pedine erano occupare e allora ecco la figura di secondo di Banchini. Poi diventato primo. Ma alla base di queste scelte, di queste “visioni” c’è senza ombra di dubbio la storia tra i due vissuta a Novara.

Jack, che già aveva sostituito Jaconi in panchina nel finale del 2004-05 (i famosi playout in cui battè il Como), tornò in prima squadra a sostituire Sacchetti nel 2006-07. Fu lì che Gattuso conobbe Ludi, che era al primo anno in maglia azzurra. Jack, poi, sostituì, nel corso degli anni, anche Aglietti e Tesser (mentre una volta disse di no, quando gli chiesero di sostituire Mondonico n A).Lì Ludi era sempre infortunato. Ma c’era. E tra i due si instaurò subito un rapporto di vicendevole stima, Ludi diede una mano da capitano, ma soprattutto nel corso degli anni vennero fuori le affinità: tutti e due intendevano il calcio nella stessa maniera, pochi tatuaggi e discoteche, molti valori e maturità. Tutti e due conoscevano il valore del termine “bandiera”, che significa costanza, responsabilità e rinnovo di passioni autocombuste. Due che non avevano bisogno delle “novità” per appassionarsi e dare tutto. Per questo capitava che fermassero a parlare, anche quando smettevano di allenarsi, uno giocatore della prima squadra, l’altro tecnico delle giovanili sul campo adiacente.

Una volta Ludi, reduce da un infortunio, decise di giocare una partita con la Primavera a Sassuolo e nella decisione c’era forse anche la stima che aveva di Jack come tecnico. La svolta fu in un meccanismo. Ludi aveva notato come tutte le volte che Gattuso mandava un Primavera ad allenarsi con la prima squadra, si trattasse sempre di ragazzi affidabili, pronti, di prospettiva e con la testa sulle spalle. Per questo, quando Ludi, attaccati gli scarpini al chiodo, finì a fare il dirigente del settore giovanile, la prima mossa fu la conferma di Gattuso allenatore. Bella mossa: l’anno successivo i due, insieme, vinsero il campionato di Primavera 2.

Non tutte rose e fiori. Una volta ci fu un litigio clamoroso tra i due. Ludi l’ha cancellato dalla memoria, Jack invece ci ride ancora su e ne parla con il ds, dicendo: «Quella volta ho avuto paura, Charlie sa essere molto duro quando serve. Ma è stato un episodio formativo importante, come un “clic”: capii in cosa avevo sbagliato e mi servì per migliorare».

Gattuso ha fatto 17 anni da pendolare, tutti i giorni in treno tra Como e Novara, con compagni di viaggio del suo mondo, come Brizzi, Redaelli, Fusaro o Cicconi sr, ex azzurri, che lavoravano anch’essi nel settore giovanile. Ha vinto tre campionati. Nel gruppo c’era anche Massimiliano Guidetti, che era il vice di Jack ed è tornato ad esserlo a Como.No, Como-Novara per loro non potrà mai essere una sfida banale


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