Aggredito da un branco di sette cinghiali  «Rabbiosi e veloci, ho pensato di morire»
Sempre più numerosi gli avvistamenti di cinghiali alle porte della città (Foto by archivio)

Aggredito da un branco di sette cinghiali

«Rabbiosi e veloci, ho pensato di morire»

L’episodio in via Cardina sui sentieri verso la Spina Verde. L’uomo si è buttato nei cespugli, uno dei suoi cani è scappato, per l’altro 20 punti all’addome

Aggredito da sette cinghiali in pieno pomeriggio in via Cardina, a Monte Olimpino. Angelo Fazio, 57 anni, comasco, lunedì pomeriggio verso le 17 stava camminando con i suoi tre cani verso i sentieri che portano al parco della Spina Verde.

Il racconto

«I miei cani hanno iniziato d’improvviso a guaire – racconta l’uomo – ed erano molto spaventati. Ho pensato inizialmente alla presenza dei cavalli in una vicina abitazione privata. Poi, invece, ci sono corsi incontro prima due cinghiali, grossi, da almeno due quintali ciascuno. Dietro di loro c’erano una dozzina di cuccioli, molto piccoli, grandi direi quanto una mano. Non sono riuscito a trattenere il guinzaglio, i cinghiali ci hanno caricato con estrema rapidità. Due dei miei cani sono scappati, uno, invece, ha avuto la peggio».

Benny in realtà se l’è cavata con venti punti di sutura ed ha un grosso squarcio tra la pancia e il torace. «Siamo stati circondati in pochi secondi da un totale di sette cinghiali di grossa taglia – spiega Fazio – sinceramente ho temuto per la mia vita. Sono animali rabbiosi, veloci, non pensavo fossero tanto temibili. Per salvarmi d’istinto mi sono buttato in un cespuglio di rovi e lì sono rimasto finché il branco di cinghiali non si è allontanato».

Dopo la corsa dal veterinario, ritrovati gli altri due cani, Fazio è tornato a casa, ma la paura ancora non è passata. «Mi chiedo ancora cosa sarebbe successo se al posto mio ci fosse stata una famiglia con dei bambini – dice Fazio – non so come sarebbe finita. Io non ce l’ho con gli animali, anzi, però bisogna far qualcosa. Il parco della Spina Verde intanto come prima cosa dovrebbe vigilare, avvertire, mettere qualche cartello».

Questo è soltanto uno degli ultimi episodi segnalati. Sara Biundo, torinese trasferita a Como da tre anni, lavora in via Ferrari e si dice preoccupata perché tra via Zezio e il Valduce racconta di aver visto più di una volta negli ultimi giorni dei cinghiali scendere la sera dai boschi di Brunate e Civiglio. Non solo, la nostra lettrice ha spedito alla redazione dei video che ritraggono un gruppo di cinghiali a spasso per strada tra Tavernola e Cernobbio.

La decisione della Regione

Di cinghiali si discute molto a Como e provincia per le decisioni molto forti prese sul tema dalla Regione Lombardia. Infatti martedì il consiglio regionale ha introdotto per la Polizia provinciale l’obbligo, non più quindi la facoltà, di avvalersi degli operatori volontari formati per abbattere le specie più invasive come appunto il cinghiale. «Inoltre gli stessi cinghiali e tutti gli ungulati d’ora in poi – scrive la Regione - potranno inoltre essere cacciati laddove il terreno è coperto di neve anche fuori dalla zona faunistica delle Alpi».

I toni sono accesi, ci sono ovviamente anche razioni contrarie, tese alla difesa degli animali. La nota diffusa dal Pirellone invece inizia così: «Guerra totale ai cinghiali». «A mali estremi, estremi rimedi – ha dichiarato il presidente del consiglio regionale, il comasco Alessandro Fermi -. Servono misure drastiche per fronteggiare un’emergenza crescente che sta causando danni ingenti agli agricoltori e in alcuni casi costituisce anche una minaccia per l’incolumità e la sicurezza delle persone».


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