Comasco accusato  in Australia  «È un predatore sessuale»
Il video costato l’arresto al giovane comasco: sarebbe stato girato subito dopo uno stupro in una toilette

Comasco accusato

in Australia

«È un predatore sessuale»

La polizia australiana ritiene un pericolo il ristoratore comasco. Udienza rinviata al prossimo ottobre. Si aggrava la posizione del giovane: contestati quattro stupri e tre molestie. Le scuse usate per attrarre le vittime

Il ristoratore comasco arrestato per sette presunte violenze sessuali commesse negli ultimi sei anni a Perth, in Australia, dove vive, è «un pericoloso predatore sessuale». A dirlo è il sergente delle Western Australia Police Force Mike O’Leary, ovvero il funzionario di polizia che ha coordinato le indagini su Alberto Nicoletti, 29 anni, originario di Lecco ma cresciuto fin da piccolo tra Como e Villa Guardia, prima di trasferirsi - nel 2013 - a Perth, nell’area occidentale dell’Australia.

Davanti al giudice che doveva decidere se concedere o meno la libertà su cauzione per il giovane comasco, il poliziotto ha detto che Nicoletti è «un significativo rischio per le giovani donne». Ma non solo. Parlando dell’episodio che ha fatto scattare l’intera indagine, ovvero la presunta violenza sessuale commessa da Nicoletti e da un amico all’interno di un bagno per disabili su una spiaggia in riva all’Oceano Indiano, il sergente di polizia ha riferito (stando a quanto riportato dalla stampa australiana): «Dev’essere stata un’esperienza terrificante per questa giovane donna».

Tutti gli episodi contestati

La conta delle accuse formalizzate a carico di Nicoletti, nel frattempo, è salita a sette donne abusate. In particolare il giovane deve affrontare due accuse di stupro, quattro di stupro e privazione della libertà, due di “assalto indecente”, ovvero molestie sessuali.

Sempre secondo la polizia di Perth, il ristoratore, titolare della pizzeria “Lago di Como” a ridosso del centro della cittadina australiana, avrebbe agito con un piano prestabilito, aggirandosi «per nightclubs nelle prime ore del mattino, cercando di cacciare donne vulnerabili».

La prima delle sette accuse di violenza sessuale risale al 2016, quando a denunciare il giovane comasco è stata una giovane che lui avrebbe aggredito nel parcheggio del suo ristorante. Nel settembre 2018 sarebbe stata molestata una trentenne conosciuta nel suo ristorante. La terza violenza un paio di anni dopo ai danni di una donna caduta sul marciapiede nelle vicinanze del ristorante di Nicoletti: lui si sarebbe offerto di accompagnarla a casa e, una volta a destinazione, l’avrebbe violentata. Nel dicembre scorso avrebbe molestato una donna in un bar molto frequentato del centro di Perth. Il 14 marzo ben due episodi: quello che gli è costato l’arresto, quando assieme all’amico si sarebbe finto gay per attirare una ventenne all’interno di una toilette pubblica con la scusa di darle della cocaina, e la stessa sera un’altra violenza compiuta a casa di un’altra donna conosciuta quel giorno. A luglio infine si sarebbe finto autista di Uber (si è preso una denuncia anche per questo motivo) e avrebbe caricato in auto una donna all’esterno di un nightclub, donna che avrebbe successivamente violentato.

Prossima udienza

Lui ha cercato di respingere le accuse a suo carico, ma la polizia ha riferito che l’inchiesta a carico del giovane non è ancora finita. Nicoletti, che in Australia si è trasferito con il padre (mentre a Como vivono tuttora i fratelli e la madre), dovrà comparire davanti al giudice il prossimo ottobre. Fino ad allora dovrà restare in carcere.
P.Mor.


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