Como, in tribunale
si rivede il teste Omega
«Finse una rapina al casinò»

Stefania Ariosto in aula per difendersi da un’accusa di simulazione di reato nell’ottobre di tre anni fa

Da teste per antonomasia a imputata. Si è rivista Stefania Ariosto, ieri mattina in tribunale a Como, nel corso di una nuova udienza di un processo per simulazione di reato, accusa che la Procura della Repubblica le muove in relazione a un episodio risalente alla sera del 19 ottobre del 2013, nel posteggio multipiano del casinò di Campione, quando - capo di imputazione alla mano - l’ex teste Omega finse di avere subito una aggressione e il conseguente furto di un bel gruzzolo, mai più ritrovato, circa 50mila franchi svizzeri in contanti. Ieri in aula sono sfilati diversi testimoni, a partire dai responsabili del sistema di videosorveglianza, tra i cui “frame” non c’è traccia degli aggressori. L’imputata non ha mai cambiato la sua versione dei fatti.

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