L’ultimo abbraccio a Elide Greco
«Voleva che questa fosse una festa»

Ieri mattina a Olgiate i funerali con le “sferruzzatrici”, i suoi ballerini e tante associazioni

L’ultimo abbraccio a Elide Greco «Voleva che questa fosse una festa»
Giammario Luraschi con lo stendardo dell’International Dance e i tantissimi allievi in divisa
(Foto di butti)

«Elide voleva che questa fosse una festa, la sua festa. Ma non sarà facile…». Sono le dieci della mattina nella chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano a Olgiate Comasco quando inizia l’ultimo saluto ad Elide Greco , 55 anni appena. Insegnante di danza, ex consigliera comunale, protagonista di tante iniziative solidali, se n’è andata dopo una lunga malattia.

La navata, ma anche le cappelle accanto, già molto prima dell’inizio della funzione sono stipate e i posti tutti occupati. Impressiona il silenzio. E impressiona anche il dolore della gente, che traspare dagli occhi lasciati liberi, solo loro, dalle mascherine. È tutto un contrasto, in questa grande e bella chiesa di Olgiate. I colori che evocano la vita e portano gioia, quelli delle vetrate illuminate dal sole, degli affreschi, delle coperte delle sferruzzatrici di Elide appesi alle statue, fanno a pugni con la sofferenza nera che si respira nella grande navata. Non sarà facile fare festa, come avrebbe voluto Elide.

La famiglia, con il marito e il figlio, sono alla sinistra della bara. Gli amici di una vita dell’International Dance di Lipomo, con le tute fucsia e nere, sono invece alla sua destra, assieme ai cuori rossi di lana appesi alle giacche delle sferruzzatrici impegnate con Elide a realizzare coloratissime coperte per i senzatetto, ispirandosi a don Roberto Malgesini .

Il Vangelo è quello di Matteo: «Quando fai l’elemosina non suonare la tromba davanti a te come fanno gli ipocriti… mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra». Parole che escono dalla bocca di don Giusto Della Valle , parroco di Rebbio, presente anche lui a salutare Elide. «Si è preparata a quella che ha definito “la mia festa” – dice nell’omelia don Flavio Crosta –. “Seguimi”, è l’invito che Gesù ha rivolto a Elide in questo ultimo tratto difficile del suo cammino. Il Signore ci fa strada e si fa strada. Elide lo aveva compreso perfettamente e ora si presenta a lui con le mani piene di ferite e di bontà, mani piene di tempo donato e di perdono regalato. Elide ci ricorda che il bene fatto bene è quello che rimane qui sulla terra ed è l’unica cosa che portiamo in cielo».

A funzione conclusa, prima dell’uscita della bara dalla chiesa, tocca ai saluti ad iniziare dall’International Dance che ricorda «i giorni di sofferenza che supereremo solo con quello che tu ci hai insegnato, unione, condivisione, aggregazione». Presente a Olgiate una folta delegazione del Pd con esponenti di ogni ordine e grado, oltre a tanti esponenti del volontariato e politico, compreso l’ex sindaco Mario Lucini . «Non ti fermavi, amavi confrontarti – le parole di Luca Gaffuri , ex consigliere regionale del Partito Democratico – Studiavi e approfondivi i temi. La politica è anche cuore e a te il cuore non è mai mancato. Come non ti è mai mancato lo stare dalla parte di chi non aveva rappresentanza». Quando la bara – sulle spalle degli uomini della scuola di danza – esce dalla chiesa, preceduta sempre dalle divise nere e fucsia dei ballerini che per tutta la funzione hanno “custodito” il feretro dell’amica, un po’ di festa viene fatta davvero, con i palloncini lanciati in cielo e la musica. Una festa triste. Perché non basta qualche nota e un po’ di colore a cambiare i toni cupi dell’anima. «Ci mancherai, ci manchi già da ora».

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