L’ultimo mulino risorsa del turismo
«La valle di Fino rinasce»

Il gestore della struttura e il futuro: «La zona verde si sta ripopolando e si fanno gite. Con il parco delle Groane possiamo crescere ancora»

Nella valle dei mulini va salvata l’ultima struttura rimasta in attività. Tra Fino Mornasco e Andrate, dove scorrono il Seveso e le sue rogge, un tempo esistevano nove antichi mulini: macinavano il grano e producevano perfino l’energia elettrica.

Ora di mulini ne è rimasto uno soltanto, il Tommasone. «La mia famiglia aveva comprato il mulino e i terreni ancora dagli spagnoli – racconta Mirco Introzzi, l’ultimo mugnaio della vallata – parliamo di fattori e braccianti del Settecento».

«In teoria sistemando la ruota tutto il meccanismo funziona ancora – racconta – la macina dentro al mulino è integra, coltivassimo ancora il grano si potrebbe tentare. Spesse volte, anche questa settimana, ospito gli alunni delle scuole elementari per far loro vedere come si faceva la farina. È una specie di monumento, una testimonianza del passato, mi piangerebbe il cuore lasciarlo cadere nell’oblio».

«Da pochi anni però alcune giovani famiglie sono venute ad abitare nel mulino – conclude Introzzi – la valle si sta popolando anche verso Andrate di ristoranti e di B&b. Il FAI si è interessato a noi pochi anni fa ed ora la valle è entrata a far parte del parco delle Groane. Sarebbe bello se i mulini tornassero a vivere, se si potesse costruire una memoria che resti nel tempo».

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