L’ultimo mulino risorsa del turismo  «La valle di Fino rinasce»
L'ultimo mulino della valle di Fino Mornasco (Foto by Sergio Baccilieri)

L’ultimo mulino risorsa del turismo

«La valle di Fino rinasce»

Il gestore della struttura e il futuro: «La zona verde si sta ripopolando e si fanno gite. Con il parco delle Groane possiamo crescere ancora»

Nella valle dei mulini va salvata l’ultima struttura rimasta in attività. Tra Fino Mornasco e Andrate, dove scorrono il Seveso e le sue rogge, un tempo esistevano nove antichi mulini: macinavano il grano e producevano perfino l’energia elettrica.

Ora di mulini ne è rimasto uno soltanto, il Tommasone. «La mia famiglia aveva comprato il mulino e i terreni ancora dagli spagnoli – racconta Mirco Introzzi, l’ultimo mugnaio della vallata – parliamo di fattori e braccianti del Settecento».

«In teoria sistemando la ruota tutto il meccanismo funziona ancora – racconta – la macina dentro al mulino è integra, coltivassimo ancora il grano si potrebbe tentare. Spesse volte, anche questa settimana, ospito gli alunni delle scuole elementari per far loro vedere come si faceva la farina. È una specie di monumento, una testimonianza del passato, mi piangerebbe il cuore lasciarlo cadere nell’oblio».

La macina funziona ancora

La macina funziona ancora
(Foto by Sergio Baccilieri)

«Da pochi anni però alcune giovani famiglie sono venute ad abitare nel mulino – conclude Introzzi – la valle si sta popolando anche verso Andrate di ristoranti e di B&b. Il FAI si è interessato a noi pochi anni fa ed ora la valle è entrata a far parte del parco delle Groane. Sarebbe bello se i mulini tornassero a vivere, se si potesse costruire una memoria che resti nel tempo».

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