Promesse a vuoto   Senza tangenziale  si va a 4 chilometri l’ora
Tutti in coda, ieri mattina, in via Rienza (Foto by butti)

Promesse a vuoto

Senza tangenziale
si va a 4 chilometri l’ora

Il video. Al mattino da Tavernerio a Como, un’ora e mezza di traffico, al collasso per il nodo di Lipomo. Ma neppure passando da Camnago Volta si risparmia tempo: anzi, può anche andare peggio

La radio passa la rassegna stampa dei quotidiani, mentre il tergicristalli lotta contro la pioggia e il suo frenetico ritmo. Il bus C40 partito da Erba alle sette e un quarto arranca lentamente verso il rondò di Tavernerio, sulla provinciale 342. E la pazienza è l’unica virtù utile, a quest’ora del mattino, per i pendolari che dalla zona della Brianza erbese e dal Lecchese sono diretti a Como.

L’utilità della Pedemontana e del completamento della tangenziale sud di Como? Chiedetelo a chi trascorre le ore in coda tra Tavernerio e Lipomo al mattino o viceversa fin dal pomeriggio. Sono da poco passate le sette e mezza, ed è la paralisi. Fra la zona della maxi rotonda che divide la tratta per Lecco da quella per Bergamo e il rondò successivo, verso Tavernerio, si viaggia a 4 km orari. Poi, fino a Lipomo, si tocca - quando si è fortunati - la vertiginosa media di 9 km orari. Sono meno di due km e mezzo di strada, che normalmente si percorrono in 3 o 4 minuti, ma al mattino ne servono quattro volte tanto: un quarto d’ora in prima marcia. Al doppio rondò di Lipomo, oltre la pazienza, serve un’altra virtù: la tolleranza. Perché la quantità di “furbetti” del volante che (per guadagnare 30 secondi) tirano dritti superando la coda di auto sulla sinistra, alla faccia della freccia che indica la svolta obbligatoria verso il centro di Lipomo, mette a dura prova anche l’automobilista più serafico.

Superato questo ostacolo devi sperare che la tua destinazione sia la convalle (a meno che come orario per scendere verso Como non si scelga di partire poco dopo le 8, allora non c’è scampo per nessuno) e non, come invece lo è per molti, la zona di Camerlata - magari diretti all’autostrada - perché altrimenti dopo questi due chilometri abbondanti a passo d’uomo ti ritrovi bloccato anche sull’Oltrecolle da Lora al semaforo della Madruzza. Anche qui in molti scelgono di esercitare una forma di furbizia meno invadente, scendendo sulla corsia di destra - quando possibile - quindi voltando verso la Madruzza e, più o meno all’altezza della Cometa, fare inversione e tornare verso l’Oltrecolle. Pure lungo questa strada si scende, nelle ore di punta, sotto la media dei 10 km orari. Ora di punta che - va detto - inizia poco prima delle sette e mezza e dura fino a quasi le 9.

Ma esiste un’alternativa, al caos della provinciale 342. Il caos di via Rienza. La vecchia provinciale per Erba, quella che collega Tavernerio a Camnago Volta e sbuca nella zona di San Martino, al mattino non è un’alternativa valida.

La radio passa i titoli di coda del gr delle 8 quando il furgone bianco di un artigiano tuttofare imbocca il doppio tornante di Camnago e, superato il secondo dosso per rallentare la velocità, inchioda suo malgrado: coda. Un chilometro e mezzo a una velocità inferiore ai 5 km orari. Di solito basterebbero un paio di minuti abbondanti per arrivare da Camnago Volta a San Martino, a quest’ora ce ne vogliono più di venti. E non pensiate che a quelli che scelgono di passare per via Pannilani vada molto meglio, perché una volta superato il panificio il traffico si blocca, a causa del semaforo all’incrocio con via Statale per Lecco.

Non c’è trucco, furberia o strada alternativa che tiene, per chi scende a Como arrivando dall’Erbese. L’unica è la pazienza. O, per i più ottimisti, la tanto sbandierata tangenziale sud. Forse converrà abituarsi alla pazienza.


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