Code e caos, un quartiere sotto assedio  Viaggio dalla Bellinzona a via Bixio
La nuova isola pedonale a Monte Olimpino: non finita, crea più caos

Code e caos, un quartiere sotto assedio

Viaggio dalla Bellinzona a via Bixio

Il test tra cantieri, scuole, divieti di sosta e auto sempre a passo d’uomo In via Per Cernobbio 9 minuti per un chilometro.

Frontalieri da e per la Svizzera, ma anche il traffico dei residenti nei Comuni fuori Como e diretti nel capoluogo e di quelli che abitano nei quartieri a nord della città. Transita quasi tutto da lì: da via Bellinzona innanzitutto. A cui si aggiungono via Per San Fermo e via Bixio oltre a via Per Cernobbio per chi proviene dal lago. La mattina, tra le 7.30 e le 8.45 si incontrano soltanto lunghi serpentoni di auto in coda.

Ma andiamo con ordine partendo dalla rotatoria “del pino” su via Bellinzona, all’estremità nord del quartiere di Monte Olimpino: lì si incontrano le auto che arrivano da Sagnino e quelle dall’uscita dell’autostrada. Si viaggia a passo d’uomo con continui stop. Nel cuore del quartiere si è praticamente fermi. All’incrocio con via Amoretti (verso destra) e via Soave (a sinistra) ci sono i lavori in corso per le nuove isole pedonali. I manufatti in cemento rallentano ulteriormente il passaggio (ristretto dallo spartitraffico). Quasi fermi nel tratto centrale dove al traffico verso la città si aggiunge quello dei genitori che portano i figli a scuola (con tanto di fermate e soste in divieto). Proprio di fronte alle Orsoline, tra via Interlegno e via Paluda, la seconda isola spartitraffico: è già stato montato anche il semaforo lampeggiante, ma nessuno usa il passaggio poiché ci sono ancora le vecchie strisce poco più avanti.

Si prosegue e si arriva all’incrocio con via Cardina: c’è il semaforo, ma molti passano comunque vista la coda. Il risultato? I veicoli che provengono da via Cardina e via Castel Carnasino (dove c’è l’ospedale Villa Aprica) restano bloccati pure loro perché non riescono ad immettersi sulla carreggiata. Sempre lentissimi si arriva alla rotonda dell’Iperal e, da lì, si scende verso Villa Olmo. La coda, però, riprende all’altezza dell’incrocio con via Bignanico. Disastroso lo snodo con la Borgovico e via Per Cernobbio tra dare precedenze e clacson all’impazzata (chi arriva dal lago, nonostante sia previsto dalla segnaletica, raramente dà la precedenza a chi proviene dalla Bellinzona). Situazione analoga per chi arriva dal lago. Per fare un esempio, sempre ieri mattina, dall’altezza dell’hotel Villa Flori (alle 7.53) all’incrocio con Villa Olmo (8.02) ci sono voluti 9 minuti. Per percorrere un chilometro appena di strada. Da lì, poi, altra coda fino a Santa Teresa: le auto in perenne divieto sul lato destro peggiorano ulteriormente la situazione già critica.

E per chi sceglie la Bixio? La coda parte dall’incrocio con via Leonardo Da Vinci. Si va a passo d’uomo fino al ponte sotto la ferrovia. Serve molta pazienza anche per chi scende da via Per San Fermo. L’ultimo tratto si fa sempre con il piede sul freno. E questo in giornate normali. Nei casi di chiusura dell’autostrada o di feste svizzere la colonna parte addirittura dalle gallerie. E nel tardo pomeriggio si replica. In direzione opposta.


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