Riecco i cormorani, i killer del lago  Mangiano 120 kg di pesce al giorno
Il dormitorio dei cormorani di Blevio con la riva imbiancata dal guano

Riecco i cormorani, i killer del lago

Mangiano 120 kg di pesce al giorno

Il loro “dormitorio” è a Nesso e Blevio, con il loro guano che ha imbiancato la riva. Estremamente voraci, si cibano di alborelle, persici e cavedani

È di nuovo allarme cormorani sul Lario. Lo certificano i numeri. Sul ramo comasco del lago vivono oggi circa 250 cormorani, una parte dei quali - fortunatamente, verrebbe da dire - ad aprile emigra verso il nord Europa.

Un numero importante che assume connotati ancor più ampi e preoccupanti - visto soprattutto dal punto d’osservazione dei pescatori, in primis quelli professionisti - se si abbina alla quantità di pesce divorato in un solo giorno. Stiamo parlando di 120 chili giornalieri di varie specie ittiche che se ne vanno.

Lettera alla Regione

Il problema è quantomai concreto e reale e investe da vicino anche altri laghi lombardi, a cominciare dal Ceresio, dove sul ramo varesino negli ultimi giorni tre sindaci (Lavena Ponte Tresa, Brusimpiano e Porto Ceresio) hanno preso carta e penna chiedendo a Regione Lombardia “misure rapide di contrasto ai cormorani”.

«Siamo invasi», afferma perentorio Simone “Scifo” Fraquelli, pescatore professionista di Ossuccio (ne riferiamo qui a fianco). Analizzando i numeri, dei 250 cormorani, circa 190 stazionano a Blevio, con annessi e connessi. Il loro “dormitorio”, immortalato in una foto ad effetto, si è rapidamente trasformato in una zona off limits, a causa del guano (ovvero degli escrementi) che ha imbiancato rami e arbusti, con tanto di odore nauseabondo che si propaga anche a distanza. Altri sessanta cormorani sono stati identificati a Nesso, completando così un quadro poco rassicurante concentrato nella prima porzione di sponda orientale.

Anche sull’isola Comacina rami imbiancati sono la conseguenza diretta di questi ospiti davvero poco desiderati. Questi temuti uccelli ittiofagi cacciano esclusivamente a riva con una voracità (lo dicono i 120 chili di pesce che tutti i giorni vengono ingurgitati) a tratti disarmante. Le specie più colpite sono alborelle, ricomparse da poco come documentato dal nostro giornale e destinate, avanti di questo passo, a un nuovo e prematuro addio, ma anche persici e cavedani.

pighi e specie meno nobili come i pesci sole. E non c’è solo la caccia alle varie specie a mettere in serio pericolo l’ecosistema del nostro lago. Il cormorano veicola ai pesci anche parassiti pericolosi per l’uomo, come l’Eustrongylides. Ne avevamo parlato a metà ottobre su “La Provincia”, dopo che in alcuni esemplari di persico pescati sulla sponda comasca del Ceresio era stato rinvenuto questo temuto parassita. Un ritrovamento certificato anche dall’Utr Insubria.

Gastriti e mal di stomaco

In dote, l’Eustrongylides può portare gastriti, mal di stomaco, fino all’ipotetica perforazione intestinale, ma solo se il pesce - è bene precisarlo - viene consumato crudo o non adeguatamente cotto.

Quanto all’offensiva anti-cormorani, Regione Lombardia, attraverso l’assessore Fabio Rolfi, ha autorizzato dallo scorso 1° ottobre l’abbattimento di 993 esemplari nelle province di Como, Varese, Lecco, Bergamo e Brescia. Provvedimento che sin qui ha portato in dote risultati poco apprezzabili, a giudicare dalla fotografia scattata sul Lario, tenendo conto anche di un fatto e cioè che gli abbattimenti possono essere effettuati unicamente dagli agenti della polizia provinciale, il cui organico sui vari territori è ridotto all’osso dopo la scure che si è abbattuta con la legge Del Rio.


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