Usura, redditi da operai   Ma facevano vita da nobili
La Guardia di finanza indaga sul giro di usura che ha portato a tre arresti in novembre (Foto by butti)

Usura, redditi da operai

Ma facevano vita da nobili

Le fiamme gialle fanno luce sui patrimoni dei tre uomini arrestati con l’accusa di essere strozzini

Il più “onesto” - se così si può dire - era Giovanni Gregorio che alla fine dell’anno, al momento di presentare la dichiarazione dei redditi, denunciava (tra imponibile irpef e reddito da fabbricati) fino a 200mila euro lordi l’anno. Il più povero (1300 euro scarsi al mese più tredicesima) era - per il fisco - Paolo Barrasso. Il più spregiudicato, invece, Gabro Panfili, che a dispetto di un reddito loro da 2500 euro al mese sul conto corrente suo e della moglie muoveva capitali di ben altro livello: oltre 300mila euro in appena quattro anni.

La Guardia di finanza di Como sta scavando nelle tasche dei tre comaschi arrestati quasi due mesi fa con l’accusa di usura. Anzi, con l’accusa di essere da decenni gli usurai di Como (alcune vittime hanno raccontato agli inquirenti di essersi rivolti a loro già all’epoca delle lire). Un lavoro necessario non soltanto per comprendere il giro d’affare messo in piedi con l’attività di prestasoldi, ma anche - se non soprattutto - per calcolare la sproporzione tra quanto denunciato al fisco in termini di entrate legali, e quanto invece realmente posseduto in termini di patrimonio.

Case e conti

Il primo dato che balza agli occhi è la quantità di immobili di cui il terzetto è proprietario. Giovanni Gregorio, pensionato, 82 anni, ex pizzaiolo in Germania, risulta proprietario di ben tre case a Bellagio, di una palazzina a Blevio, di un’altra palazzina a Muggiò, di una casa e di una palazzina in città. Inoltre è pure amministratore di una società immobiliare proprietaria di una palazzina ed è socio di una srl dedita alla ristorazione, con locale in centro città.

Al fisco tutti questi averi li dichiarava, tanto è vero che nel 2018 i suoi redditi ufficiali ammontavano a 200mila euro.

Paolo Barasso, invece, faticava a far quadrare i conti alla fine del mese, stando al suo irpef. Dipendente di una società cooperativa che si occupa di pulizie, in realtà si è scoperto essere proprietario - assieme alla moglie - di un immobile ad Argegno, di altri tre immobili in città e di diverse proprietà anche in Puglia, in provincia di Foggia per la precisione.

Non solo, perché Barasso, attraverso i suoi conti corrente, ha ricevuto introiti tra il 2016 e il 2019 per circa 65mila euro.

Pensione dorata

Il più interessante di tutti, anche per via dei suoi precedenti penali proprio per usura, è Gabro Panfili. Ex dipendente dell’Automobile Club di Como in pensione, Panfili dichiarava un reddito imponibile di 32mila euro all’anno, ovvero la pensione Inps che riceve fin dal 2003. Salvo poi scoprire, attraverso gli accertamenti al catasto, che (difficilmente grazie agli introiti della pensione) è proprietario lui stesso di case ad Alzate Brianza, Cadorago, Como, Inverigo, Laglio (una meravigliosa villa vista lago, da far concorrenza all’Oleandra di Clooney), Luisago, Schignano e Turate.

Lui e la moglie, inoltre, sono titolari di tre conti in altrettante banche dove tra il 2016 e il 2019, stando agli accertamenti dei finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di Como, hanno visto un totale di incassi pari a qualcosa come 320mila euro. Non male, per un pensionato.


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