A 74 anni a un passo dalla laurea
«Ho sempre amato studiare»

La comasca Francesca Modesti all’ultimo esame di giurisprudenza

a vita è stata dura con Francesca Modesti. Forse per questo, ogni risultato conseguito, se possibile, vale di più. E ora, a 74 anni compiuti, è a un passo dal traguardo più desiderato: iscritta all’università dell’Insubria, manca solo Economia politica per chiudere tutti gli esami del corso di laurea in Giurisprudenza e dedicarsi poi alla tesi.

Un sogno che parte da lontano

Un desiderio già cullato da adolescente, al suo paesino d’origine in provincia di Salerno, nel golfo di Policastro, quando fu costretta a lasciare la scuola alle elementari. «Ho sempre amato studiare – racconta – ricordo che mi è sempre piaciuto tanto. I genitori me l’avevano promesso: continuerai gli studi. Purtroppo, rimasta orfana di padre, ho dovuto cominciare a lavorare. Era appena finita la guerra e noi eravamo una famiglia numerosa. Mi sono fermata in quinta elementare».

Però, l’appuntamento con il diploma secondario di primo grado era solo rimandato. «Dopo aver compiuto 19 anni – continua – nel mio paese erano finalmente arrivate le scuole medie. Così, ho chiesto una mano a due miei amici iscritti a ragioneria: uno mi aiutava con matematica, l’altro con le materie umaniste. Mi sono iscritta all’esame da privatista e l’ho superato brillantemente. Mi sono però dovuta fermare un’altra volta, poiché non avevo alternative».

Dopo quattro anni, la decisione di “salire” al Nord alla ricerca di un’occupazione. «A 23 anni – spiega – mi sono trasferita qui a Como. Ho cominciato in fabbrica, come operaia, assegnata al magazzino. Nel frattempo, dopo un anno, mi sono informata e ho scoperto l’esistenza dei corsi serali al Caio Plinio. Così, dopo otto ore, smontavo dal turno e andavo a seguire le lezioni. Lo stesso tran tran per cinque anni». Il percorso della signora è sempre stato improntato al miglioramento della propria condizione personale. «Sono sempre stata promossa con la media del 7. Forse avrei potuto fare meglio, ma il lavoro era parecchio faticoso e non avevo il tempo sufficiente per studiare e prendere 10. Però, il diploma mi ha permesso di cambiarlo: coì, dopo aver cercato, ho trovato un posto come impiegata, ed è il mestiere che ho fatto per 27 anni, fino alla pensione».

Ora, mancava un ultimo gradino: la laurea. Impensabile da raggiungere durante il lavoro, ora con la pensione era un obiettivo alla portata. «Non ce l’avrei mai fatta a portare avanti “la casa” e l’impiego insieme – precisa – ma è sempre stato il mio pallino. Allora, confesso il mio desiderio: se fossero stati tempi diversi, mi sarebbe piaciuta molto la facoltà di Medicina. Ma a 40 anni dal diploma sarebbe stato davvero impensabile. Ho optato per Giurisprudenza perché il diritto mi piace».

Classe 1946, a giugno 75 anni e residente ai margini della vecchia “Russia”, si trova a un passo dalla laurea. «A dir la verità – spiega – per i primi cinque anni, sono stata abbastanza rapida nel dare gli esami. Purtroppo, con il passare dell’età il corpo diventa sempre più fragile e, a causa di alcune cadute, sfociate in fratture, successe in un anno e mezzo, ho rallentato il passo. Ma ora sto piuttosto bene e sono alla fine: mi manca Economia politica, la prova è tosta, sono a cento pagine dalla fine del libro. Ma sto andando lentamente per comprenderlo al meglio. L’orale non mi preoccupa eccessivamente, è lo scritto lo scoglio più ostico. Nel frattempo, mi sono portata avanti con la tesi, contattando la docente e leggendo un po’ di materiale. L’argomento? Il processo mediatico».

Come se non bastasse, ora è arrivato il Covid. Ma Modesti non ha dubbi: non ha alcuna intenzione di laurearsi in via telematica.

Una laurea in presenza

«Non mi piace – conclude – aspetterò che riaprano le università anche per dare l’ultimo esame. Tanto, prima o poi succederà. Ho frequentato in presenza tutti i corsi, insieme con i ragazzi nati nel 1993, e studiavo in ateneo. Sono stata tanto in mezzo ai giovani, avrei potuto essere la loro nonna. E devo proprio dirlo: mi ha fatto bene la loro dinamicità».

Sono sempre più gli over cinquanta a iscriversi all’università. Un popolo, quello di chi sceglie di tornare sui libri in tarda età ,sempre più numeroso: negli ultimi cinque anni è cresciuto del 24 per cento. Sono pensionati ma anche lavoratori. All’Insubria, per esempio, fra Como e Varese sono un centinaio, di cui una trentina abbondante iscritti al polo lariano e provenienti un po’ da tutta la Lombardia.
Andrea Quadroni

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