A novembre raddoppiati i morti
In otto mesi 1538 vittime

Solo tre province peggio di Como per incremento percentuale di decessi rispetto ai cinque anni precedenti

L’autunno comasco, negli ultimi cinque anni, era sempre coinciso con un dato positivo: era la stagione con il minor numero di decessi dell’anno. Poi è arrivato il maledetto virus a cambiare ogni cosa. E non solo ha trasformato l’autunno 2020 nella peggiore stagione di sempre, sul fronte dei lutti, ma ha anche piazzato la nostra provincia ai vertici di una classifica ben poco invidiabile: quella con l’incremento maggiore di decessi in appena un mese, quello di novembre.

I numeri, ancorché freddi, che danno il senso di quale sia stato l’impatto della seconda ondata Covid sul nostro territorio, li ha elaborati l’Istat. Si tratta dei dati sui decessi complessivi registrati dalle anagrafi comunali da un lato nel corso dei cinque anni precedenti al 2020, dall’altro durante i dodici mesi appena finiti, caratterizzati dall’emergenza sanitaria che ha sconvolto il mondo intero.

Un autunno tragico

Il primo dato che balza agli occhi (in attesa di conoscere il dato di dicembre) riguarda il clamoroso incremento di lutti nel mese di novembre: più che raddoppiati in provincia di Como. Si è passati da una media di 475 decessi nel periodo a cavallo tra il 2015 e il 2019 a ben 1003 morti (il dato non è definitivo, ma una stima calcolata dall’Istat sulla base dei dati ufficiali arrivati dalle anagrafi territoriali).

In termini di variazione percentuale parliamo di un aumento di oltre il 111 percento, che piazza quella lariana tra le cinque province d’Italia con la più alta percentuale di crescita della mortalità nel mese di novembre. Davanti a Como c’è Aosta (+140%, ma con numeri assoluti decisamente più bassi rispetto a quelli comaschi), Cuneo (+114%), Barletta-Andria-Trani. Dietro di noi Varese (+109,5%).

In termini assoluti parliamo, solo a novembre, di 528 morti in più ovvero 17 vittime al giorno legate al Covid.

Se allarghiamo la visuale, scopriamo che nei primi otto mesi di emergenza Covid (da marzo a novembre) le vittime in più in provincia di Como sono state 1.538 (contro un dato ufficiale che parla di poco più di 1.100 pazienti morti a causa del virus).

Decessi anche in estate

Ma i numeri elaborati dall’Istat raccontano anche un altro spaccato di questo terribile anno. E cioè che anche durante i mesi estivi nei quali l’emergenza sembrava scomparsa, e che invece sono stati l’humus in cui ha affondato le radici la tragica seconda ondata autunnale, si continuavano a piangere vittime del virus: venti a luglio, quaranta ad agosto, una decina a settembre. Poi, a ottobre la nuova emergenza e settanta decessi in più rispetto agli anni precedenti, dovuti al maledetto virus.

Nella mole di numeri tragici c’è però anche un dato positivo: ovvero che, nonostante tutto, la seconda ondata è stata affrontata meglio, dal punto di vista della risposta sanitaria. E infatti, nonostante gli ospedali si sono riempiti ovunque come a marzo e aprile, la lezione dei primi due mesi tragici sembra essere servita. E infatti i numeri catastrofici che hanno riguardato Bergamo (+574% di vittime nel mese di marzo) non si sono più rivisti ad autunno (mancano in realtà ancora i dati di dicembre, che è stato un altro mese drammatico sul nostro territorio) quando il virus ha travolto le province di Como e Varese e Monza.

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