Alberi di Natale accesi anche con il caro energia? Una tradizione irrinunciabile. Mandateci le foto dei vostri alberi

Festività Le palline e le luci, l’atmosfera natalizia e quella tradizione che accompagna tante famiglie italiane quest’anno incideranno sulla bolletta ma non in maniera eccessiva

È senza ombra di dubbio il simbolo più diffuso del Natale, con buona pace del presepe che, almeno storicamente, dovrebbe rappresentare più da vicino la festività più amata.

Secondo tradizione, l’albero di Natale viene montato e addobbato nelle case degli italiani nella settimana dell’8 dicembre, festa dell’Immacolata, ovvero proprio in questi giorni. Sono in tanti a seguire quest’usanza in Italia, tanto che, secondo un’indagine svolta nel 2018 da Coldiretti ben l’81% delle famiglie italiane non può fare a meno di rallegrare l’atmosfera casalinga con l’albero di Natale.

Quanto costano le luci dell’albero in bolletta?

Eppure, quest’anno il caro energia rischia di adombrare di preoccupazioni anche una delle tradizioni più sentite dalle famiglie italiane. Con l’aumento della spesa per le forniture energetiche infatt in molti potrebbero optare quest’anno per un albero “spento”, privo cioè delle caratteristiche luci che spesso vengono lasciate accese anche per lunghe ore. La spesa per mantenere l’albero acceso, secondo alcune stime, tutto sommato resta contenuta, se si pensa che un filo di 100 luci a led richiede per funzionare una potenza di 3,6 kwatt: tenendo luci e addobbi luminosi accesi per 6-8 ore al giorno dunque il costo in bolletta per una famiglia non supererebbe i 15 euro al mese.

E quindi, se anche le difficoltà del momento senza dubbio spingeranno diverse famiglie a modificare le propri abitudini e i propri stili di vita nell’ottica del risparmio, la tradizione dell’albero di Natale non è sicuramente messa a rischio.

Una storia europea

Tradizione che peraltro affonda le proprie radici molto lontano, sia nel tempo che nello spazio. Il primo albero di Natale a essere realizzato infatti si trovava a Tallin, in Estonia, nel 1441. Lì in quell’anno nella piazza dl Municipio fu eretto un grande abete intorno al quale le persone erano invitate a danzare, per trovare l’anima gemella. Un’iniziativa che passò poi in Germania, a Brema, dove nel 1570 un grande albero fu decorato con mele, datteri, noci e fiori di carte. Ma anche Riga, in Lettonia, reclama per sé il primato, con la sua targa in otto lingue che celebra la realizzazione del primo albero di Natale nel lontano 1510. Da uno di questi tre luoghi - e più probabilmente da tutti e tre, senza riuscire a stabilire un primato storico chiaro - la tradizione dell’albero di Natale si è diffusa in tutta Europa e dura anche oggi. Gli alberi di Natale infatti non si trovano solo nelle nostre case, ma rallegrano anche l’aspetto delle nostre città, facendo capolino nelle piazze principali e divenendo allo stesso tempo luoghi di ritrovo e attrazioni turistiche.

A Como, quest’anno, è stato realizzato un albero di Natale molto particolare: è alto 15 metri, si può attraversa e non è affatto un albero. La struttura conica interamente ricoperta di luci e stelle illuminate ricorda un albero di Natale ed è stata sponsorizzato dall’azienda energetica Acinque e dalla ditta torinese di caffè Oropuro.

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