Alla guida con lo smartphone  Da inizio anno 180 multe
La polizia locale prepara pattugliamenti in borghese per “pizzicare” i trasgressori (Foto by archivio)

Alla guida con lo smartphone

Da inizio anno 180 multe

Quadruplicato il numero di contravvenzioni della polizia locale - Il comandante: «Con le pattuglie in borghese contrasteremo il fenomeno»

Como

Smartphone al volante, in cinque anni a Como sono quadruplicate le multe.

Gli agenti della polizia locale stanno preparando, tra luglio e settembre, una campagna di controlli su strada in motocicletta in borghese, con l’obiettivo di cogliere in flagranza quei tanti automobilisti che guidano con una mano e con l’altra chattano su Whatsapp o su Facebook.

Una condotta gravissima che, come insegna la cronaca più recente, può provocare incidenti mortali. I guidatori pizzicati dagli agenti però sono ancora pochi, perché è difficile cogliere sul fatto i responsabili ed ancora di più dimostrarne la colpevolezza: all’automobilista trasgressore basta “buttare” lo smartphone sul sedile passeggero. Controllare la cronologia espone gli agenti a discussioni e ricorsi.

Il numero assoluto delle multe sta comunque crescendo. Nel 2015 le sanzioni per guida con il cellulare in città furono solo 93, l’anno seguente erano già 134. Le violazioni accertate nel 2017 salirono a 145, nel 2018 a 275. Il triplo. Nei soli primi sei mesi di quest’anno gli automobilisti fermati dalla polizia con il dito sulla chat o il telefono all’orecchio sono già 181. Se il trend dovesse anche solo restare stabile arriveremmo a 362, il quadruplo rispetto a cinque anni prima. «I dati dimostrano che questo comportamento è purtroppo sempre più diffuso – conferma Donatello Ghezzo, dirigente comunale e comandante della polizia locale -. I numeri sono significativi perché nonostante la grande difficoltà nel cogliere sul fatto gli automobilisti che guidano con lo smartphone, le contravvenzioni sono di molto aumentate. Tra luglio e settembre con i controlli in borghese sulla motocicletta degli agenti contiamo di contrastare ancora meglio il pericoloso fenomeno».


© RIPRODUZIONE RISERVATA