Allenatore sotto accusa
«Molestie a una minore»

A processo un dirigente della Como Volley di Sagnino. L’avvocato: «Non ha nulla da nascondere, sarà in grado di discolparsi»

«Già una prima volta mi aveva affibbiato un bacio “a stampo”, ma a tradimento. È stato poi, quando si è offerto di riportarmi a casa con la sua macchina, che ha allungato le mani, toccandomi nelle parti intime»: è poco più che maggiorenne la ragazza che, nell'aula del Collegio al piano terra del Tribunale, ieri ha raccontato di fronte alla corte e al pm Giuseppe Rose come e perché ha mosso quell'accusa terribile - violenza sessuale su minore - contro il suo ex allenatore di pallavolo.

Un amico di famiglia, una persona della quale potersi fidare. Un uomo che oggi ha 57 anni. All’epoca dei fatti lei invece era ancora ampiamente minorenne. Un episodio che, dice, l’ha segnata per anni: da allora ha dovuto ricorrere al sostegno psicologico.

Alla sbarra, a difendersi da accuse che, è bene ricordarlo, devono tutte ancora essere provate, che un uoomo con la passione per lo sport e allenatore-dirigente del Volley Como, squadra di Sagnino che ha cresciuto decine di pallavoliste negli ultimi anni. Il processo, che su ordine del presidente della Corte (il giudice Valeria Costi, Walter Lietti e Antonio Giudici a latere), si svolge a porte chiuse, ieri è entrato nel vivo.

Difeso dall’avvocato Anna Restuccia, l’ex allenatore (da quello stesso anno in cui si sarebbe verificato il fatto ha lasciato la squadra), respinge ogni addebito. E anzi ha chiamato, come testi a suo discarico, gli altri allenatori e dirigenti della società sportiva: «Gode della stima di tutti i suoi conoscenti e delle persone con le quali ha collaborato durante tutti gli anni della sua permanenza nel club» dice il sui legale. Saranno sentiti , insieme a lui, nel corso della prossima udienza, fissata il 5 marzo 2020.

«Abbiamo deciso proprio la strada del dibattimento - aggiunge l’avvocato - perché il mio assistito non ha nulla da nascondere e si professa estraneo a queste accuse, e sarà in grado di dimostrarlo».

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