Anziana truffata a Como
Le rubano tutti gli ori

Novantenne riceve la telefonata di una donna: «Sono tua figlia, devo sostenere delle spese mediche»

Gli sciacalli, ovvero i delinquenti che si avventano sulla fascia più debole e vulnerabile della popolazione, non si fermano davanti a nulla. E quando la vittima prescelta risponde alla donna - che lei credeva fosse sua figlia - «non ho soldi in casa», hanno pronta la soluzione: «Prendi tutto l’oro che abbiamo e pesalo».

L’ultima denuncia di un’anziana truffata in città risale al primo pomeriggio di giovedì. Siamo in viale Giulio Cesare quando, attorno alle 14.30, una pattuglia della squadra volante della Questura interviene per raccogliere il racconto di una novantenne ancora sotto choc per essere caduta nel tranello di una banda di delinquenti.

Attorno all’ora di pranzo la pensionata, novant’anni, riceve la telefonata da una donna che si presenta come sua figlia. Nella loro meschina macchinazione, i truffatori sono abilissimi. Riescono a far credere alle vittime di essere al telefono con le persone più care che hanno. Lo fanno grazie a una serie di trucchi: mettono fretta al loro interlocutore spiegando di avere un’emergenza, sostengono la scusa che il telefono non prende bene e che la linea è disturbata, creano uno stato di agitazione che impedisce alla sventurata di turno di percepire l’inganno. E poi sono informati. O, quando non lo sono, sono abilissimi a strappare informazioni utili per far credere di essere che non sono.

Così è accaduto anche giovedì. La pensionata risponde, una donna dice: «Sono io». «Io chi» replica la donna. «Sono tua figlia» risponde quasi stizzita la voce femminile. Che spiega come abbia un problema di salute serio. E l’urgenza assoluta di affrontare delle ingenti spese mediche. La truffatrice chiede alla sua vittima di recuperarle dei soldi, ma la donna risponde che lei di denaro non ne ha. Quindi scatta l’opzione oro: «Prendi tutto l’oro che abbiamo in casa e pesalo. Passerà un mio amico a prenderlo». Spaventata e in ansia per le sorti di quella che lei pensava fosse la figlia, la pensionata comasca non chiama nessuno ma esegue. Recupera catenine e anelli d’oro, braccialetti e spille, insomma i ricordi di una vita intera.

Complessivamente avrebbe consegnato ai truffatori poco più di 350 grammi in oro, che stando al valore attuale corrisponde a poco meno di 20mila euro.

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