Anziani raggirati dal falso avvocato  Scoperte due bande di truffatori
A carico delle due bande sono in corso indagini anche da parte di altre Procure (Foto by archivio)

Anziani raggirati dal falso avvocato

Scoperte due bande di truffatori

La Squadra mobile ha chiuso le indagini a carico di cinque napoletani. Quattro episodi avvenuti in città. I colpi fruttavano ai malviventi anche cinquemila euro

Il copione è sempre identico e prevede invariabilmente un soggetto debole da raggirare: e chi più di un anziano solo in casa rappresenta la preda ideale per truffatori senza scrupoli?

Ne sanno qualcosa i quattro anziani comaschi finiti nella rete di due bande di napoletani, che li avevano presi di mira ai quali hanno consegnato soldi e averi. Due gruppi differenti, lo stesso modus operandi: da Napoli partivano le telefonate e a casa dei destinatari, a Como, si presentava di volta in volta un complice a riscuotere.

Uno schema collaudato, secondo quanto hanno appurato gli investigatori della Squadra Mobilel. Nello specifico le vittime hanno tutte ricevuto una telefonata da parte un sedicente carabiniere, affermando che un suo parente (figlio o nipote), aveva causato un incidente stradale con feriti.

Con modi suadenti e persuasivi, il finto militare ha cercato di convincere gli interlocutori al telefono che, per evitare l’arresto del congiunto era necessario pagare immediatamente un avvocato che di lì a poco si sarebbe presentato nell’abitazione. In assenza di denaro contante l’anziana vittima era invitata a consegnare oggetti di valore presenti in casa. I casi accertati a Como sono quattro, e i reati contestati sono la truffa e in un’occasione la ricettazione.

Le vittime preoccupate, tutte della città, hanno consegnato ai malviventi il denaro richiesto, cinquemila euro in un caso. Mediamente i colpi fruttavano intorno ai duemila euro. In un’occasione anche una fede nuziale, o addirittura il bancomat con relativo codice pin, con il quale poco dopo è stato prelevato denaro, utilizzato per acquistare un telefonino in un negozio di elettronica.

Le successive indagini hanno poi consentito di risalire al fruitore di quanto acquistato, e ai due gruppi di truffatori, in tutto cinque persone, tra cui una donna. Terminate le attività investigative, agli indagati sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari.

La Squadra mobile ha appurato che a carico delle due bande vi sono indagini in corso anche da parte di altre Procure. Il copione si ripete: i truffatori prendono di mira una città del nord, dove stazionano un paio di giorni, e poi si muovono in un’altra provincia. Hanno colpito in particolare in Lombardia e in Piemonte.

La Questura mette in guardia anche dalle truffe dei falsi addetti dell’acqua, che devono effettuare un sopralluogo all’impianto in quanto si sono verificati dei guasti e l’acqua potrebbe risultare contaminata. In queste circostanze l’anziano viene convinto a prelevare tutto l’oro e il denaro presenti in casa e, asserendo che la sostanza da utilizzare per purificare l’acqua nuoce ai metalli e alla cartamoneta, a mettere tutti i valori nel frigorifero e ad uscire dalla cucina. Al termine dell’intervento i tecnici salutano gentilmente l’anziano, dicendogli di attendere qualche minuto prima di rimettere tutto a posto, giusto il tempo necessario per allontanarsi dall’abitazione e alla vittima di costatare l’ammanco dei valori dal frigorifero.


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