Appalto per le mense scolastiche  La pasta sarà cotta nei refettori
I pasti consegnati a una scuola comasca negli appositi contenitori (Foto by archivio)

Appalto per le mense scolastiche

La pasta sarà cotta nei refettori

Il Comune annuncia che la nuova azienda installerà dei “cuocipasta” - Arriveranno dalle cucine di Garbagnate Milanese gli altri piatti per gli alunni

Erba

Dopo settimane di polemiche sulla cottura “remota” dei cibi destinati alle mense di asili ed elementari della città, il Comune ha diffuso ieri una nota per annunciare l’intenzione di metterci una pezza, collocando un cosiddetto “cuocipasta” nei locali di servizio dei refettori compresi nell’appalto.

I più critici nei confronti dell’opera di esternalizzazione del servizio troveranno senz’altro una conferma, neppure troppo indiretta, alle loro perplessità, legate in particolare alla distanza tra il luogo di preparazione dei pasti - le cucine di Garbagnate milanese di Euroristorazione, l’azienda che si era aggiudicata l’appalto - e i refettori dei nostri bimbi. Come a dire: il chilometraggio è effettivamente eccessivo per garantire la “tenuta” dei piatti, specie se a base di pastasciutta.

«La ditta - spiega l’ufficio stampa del Comune - installerà i cuocipasta in tre momenti differenziati in base alla complessità dei lavori da realizzare e si farà carico del consumo di energia elettrica per il funzionamento degli apparecchi una volta in funzione». Le scuole che potranno usufruire di questi nuovi impianti sono per il momento le elementari di Lora, l’asilo di via Brambilla, la primaria di Rebbio, l’asilo di Prestino, e il plesso di Ponte Chiasso (asilo e primaria). A beneficio dei non addetti, va segnalato che il cuocipasta è un elettrodomestico di dimensioni assimilabili a quelle di una cucina a gas per uso domestico.

Il nuovo appalto per la refezione scolastica, assegnato - lo ricordiamo - lo scorso mese di giugno - interessa 27 scuole comunali, e avrà una durata di tre anni, con possibilità di una proroga per altri due. Vale 15,2 milioni di euro e a suo tempo non mancò di suscitare le proteste di chi riteneva, e ritiene, che i 37 chilometri che separano le cucine della ditta di Garbagnate dalla sede del Comune siano una distanza eccessiva, soprattutto dovendosi mantenere e conservare il cibo cotto per tutto il percorso. L’esternalizzazione, lo ricordiamo, riguarda per il momento le scuole in cui il cibo veniva già trasportato prima, dalle mense degli altri istituti dotati di cucina. Ad esse si aggiungono via Alciato, Monte Olimpino, Breccia e Prestino.
R. Cro.

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