Arena, il parcheggio è “fuorilegge”: non si può pagare con la carta di credito

Servizi L’area dietro il Sociale accetta solo contanti ma il pos è obbligatorio. Bocchietti: «Abbiamo affittato la struttura, deve mettersi in regola»

Arena, il parcheggio è “fuorilegge”: non si può pagare con la carta di credito
L’ingresso del parcheggio con il cartello che avvisa: «Solo contanti»

È il parcheggio più centrale della città, dietro il teatro Sociale e a un tiro di schioppo da tutte le attrazioni turistiche.

L’Arena del Teatro Sociale però è un posteggio non in regola, almeno per quanto riguarda le modalità di riscossione dei pagamenti: come ammonisce un cartello con scritte rosse su fondo bianco all’ingresso, non si accettano le carte di credito.

I turisti

Un assurdo, in una città e un’infrastruttura che campano grazie ai turisti stranieri, abituati ai pagamenti elettronici e comunque a essere facilitati quando si tratta di saldare i conti.

Ma anche un illecito, visto che dal 30 giugno scorso il Pos è obbligatorio in tutti gli esercizi che vendono merci o servizi. La carta di credito, quindi, semplicemente non si può rifiutare.

«È una decisione della proprietà dell’area, la Società dei palchettisti» si giustifica l’uomo alla cassa del posteggio.

Ma a sentire Claudio Bocchietti, presidente della società proprietaria del teatro Sociale, non è affatto così: «Assolutamente no, noi non c’entriamo niente. È una scelta del gestore. Noi abbiamo affittato l’area, i muri, alla società Como Park srl».

Titolare della società è Salvatore Genduso, che ieri non rispondeva al telefono.

«Certo, sappiamo che il Pos è obbligatorio e che all’Arena non ce l’hanno - prosegue Bocchietti - Dal 1 luglio la legge obbliga ad accettare i pagamenti con la carta di credito, ma l’obbligo è in capo al titolare dell’attività, non al proprietario dei muri. Il cartello all’ingresso infatti lo ha messo lui. Ed è sempre lui a rischiare la sanzione prevista, 30 euro per ciascun pagamento rifiutato oltre a una percentuale sulla transazione. Accettare le carte è un suo preciso dovere, deve mettersi in regola e ottemperare agli obblighi di legge. Io stesso sono vittima di questo disservizio, perché sono costretto a pagare la sosta con le monete. Ci pensi la guardia di Finanza».Forse potrebbe andarci di mezzo l’eventuale rinnovo del contratto, che scade il 1° settembre 2024, ma non si può aspettare due anni per mettersi al passo con il turismo 4.0 e, soprattutto, con quando stabilisce la legge. Tanto più che in epoca di social l’anomalia comasca è già stata più volte sottolineata e commentata, e non con benevolenza.

La normativa

La legge entrata in vigore il 30 giugno stabilisce che per i commercianti, esercenti e professionisti è obbligatorio aver eil Pos e consentire ai propri clienti di effettuare pagamento elettronico.

Oltre alla multa di 30 euro per ogni operazione rifiutata è previsto il pagamento del 4% del valore della transazione. La sanzione scatta solo nel momento in cui al consumatore viene negato di pagare con carta di credito o bancomat. Se, invece, il commerciante, professionista o esercente non possiede il dispositivo ma il cliente non ne fa richiesta, allora non si presentano le condizioni necessarie per infliggere la multa.

Una sottigliezza da azzeccagarbugli, che forse ha permesso finora al gestore del posteggio di non incorrere in sanzioni.

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