Autisti aggrediti sul bus    «I migranti assolti  riconosciuti per suggestione»
I fotogrammi del video dell'aggressione sul bus

Autisti aggrediti sul bus

«I migranti assolti

riconosciuti per suggestione»

Pubblicate le motivazioni della sentenza che ha prosciolto due migranti gambiani dall’accusa di avere aggredito due autisti Asf in piazza Vittoria a Como

Le «dichiarazioni» rese nel processo, anche dalle vittime del pestaggio, che li hanno riconosciuti come responsabili «sono contraddette da una pluralità di dati probatori» di segno opposto e quei riconoscimenti sono stati causati probabilmente da «una suggestione», perché i due erano già stati arrestati come presunti colpevoli. E’ così che la Corte d’Appello di Milano ha motivato l’assoluzione in secondo grado «per non aver commesso il fatto», di fine novembre scorso, di due migranti gambiani finiti in carcere il 5 giugno scorso, assieme ad altri due richiedenti asilo, con l’accusa di aver picchiato un autista di un autobus di linea a Como e un suo collega che avevano chiesto loro di esibire il biglietto alla fermata in piazza Vittoria.

Per i due gambiani, dunque, la condanna di primo grado a 1 anno e 9 mesi è stata cancellata in appello, con tanto di revoca della misura cautelare dopo 5 mesi e liberazione, mentre per gli altri due imputati nigeriani la Corte d’Appello ha ridotto le pene. Sulla vicenda, tra l’altro, era intervenuto lo scorso giugno anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini arrivato a Como dopo i fatti per un vertice in Prefettura.

I giudici della seconda sezione penale d’appello evidenziano nelle motivazioni da poco depositate che i due imputati assolti erano stati arrestati «a distanza di circa un’ora dagli eventi nel mentre si trovavano in un giardino pubblico» e che non hanno «posto in essere alcuna condotta» di opposizione all’arresto. Per la Corte, poi, non c’è prova che abbiano partecipato all’aggressione. Lo stesso sostituto pg Celestina Gravina aveva chiesto di assolvere i due migranti segnalando, così come i loro difensori, che i due erano stati riconosciuti in modo erroneo come gli aggressori degli autisti.


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