Autosilo di via Auguadri  Tribunale, per i dipendenti è gratis
L’autosilo di via Auguadri resta gratis per i dipendenti del Tribunale (Foto by archivio)

Autosilo di via Auguadri

Tribunale, per i dipendenti è gratis

Il Comune non potrà più chiedere ai dipendenti del palazzo di giustizia il pagamento dell’abbonamento

I dipendenti del palazzo di giustizia di Como non devono più pagare al Comune - e a Csu - la sosta all’autosilo di via Auguadri. È la conclusione a cui potrebbe arrivare la causa di lavoro - già vinta in primo grado a Como e il cui appello pende ora a Milano - dopo il trasferimento delle spese obbligatorie per gli uffici giudiziari dai Comuni al ministero della Giustizia. Se mai i dipendenti del Tribunale dovessero essere chiamati a contribuire alla sosta all’autosilo, potrà essere esclusivamente il ministero a chiedere loro il pagamento.

Si va verso una cessata materia del contendere nella causa avviata tra i dipendenti del palazzo di giustizia e Palazzo Cernezzi dopo che l’ex assessore Marcello Iantorno , alla fine del 2013, aveva annunciato: «Le Amministrazioni comunali precedenti alla nostra che hanno permesso negli ultimi lustri l’uso gratuito di posti auto senza emettere alcun atto di indirizzo o convenzionale a giustificazione di una tale decisione hanno commesso un serio errore amministrativo. La gratuità del servizio del parcheggio non è consentita dalle norme, che la limitano solo a 50 posti situati nella parte blindata dell’autosilo».

E così dal 13 gennaio 2014 Csu aveva cambiato i codici d’ingresso all’autosilo impedendo ai dipendenti di accedervi, salvo pagamento di un abbonamento agevolato. Una decisione che aveva mandato su tutte le furie i lavoratori del palazzo di giustizia, che non avevano perso tempo e avevano presentato ricorso contro la decisione unilaterale del Comune.

In primo grado il giudice del lavoro aveva riconosciuto l’esistenza di una convenzione tra Comune e ministero della Giustizia relativa all’impegno assunto negli anni Novanta dall’ente locale lariano di riservare e garantire duecento posti auto a magistrati e lavoratori del palazzo. In cambio il ministero si impegnava a pagare le spese di manutenzione, pagamenti che però si erano fatti altalenanti - e in parte addirittura si erano interrotti - negli ultimi anni.


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