Autostrada, lavori fino al 15 novembre
Ora il traffico è davvero un’emergenza

L’uscita di Monte Olimpino chiusa “h24” - Altre code ieri, un’ora per attraversare il capoluogo - La società Autostrade: «Sono interventi non rinviabili»

Autostrada, lavori fino al 15 novembre Ora il traffico è davvero un’emergenza
Lunghe code in via Rosselli, all’intersezione con piazza Santa Teresa
(Foto di butti)

Como

L’uscita di Monte Olimpino resterà chiusa giorno e notte fino al 15 novembre, così il traffico in città è destinato alla paralisi.

Il principale nodo che manda in tilt tutta la viabilità comasca riguarda come noto l’A9, da mesi sono in corso una serie di controlli alle gallerie per ragioni di sicurezza fino a data da destinarsi, forse fino a Natale. Con la ripresa della scuola la situazione è peggiorata. Non tanto per il blocco totale della circolazione autostradale la notte, quanto per i restringimenti durante il giorno. E ora, soprattutto, per la chiusura dell’uscita di Monte Olimpino.

La difesa di autostrade

Anche ieri per attraversare la città ci voleva un’ora e non solo durante l’orario di punta. Autostrade sta ricostruendo l’intera calotta della gallerie a ridosso del confine, non si può uscire, sono in corso lavori di demolizioni, il passo è bloccato. Occorre entrare prima in città a Como centro, come consigliano navigatori e cartelli luminosi.

Così un fiume di auto e mezzi pesanti si riversa in centro, blocca le arterie principali, ma anche le strade secondarie. Ci sono tanti tir a Lazzago, si leggono tantissime targhe straniere. A farne le spese sono strade come via Nino Bixio, via Bellinzona, via Borgovico, via Per san Fermo. Ma le ripercussioni si notano anche in tangenziale, tra via Napoleona e viale Innocenzo. Per non parlare di via Pasquale Paoli dove le auto procedono a passo di lumaca colpa anche del piccolo cantiere del gas.

La società Autostrade fa sapere attraverso i suoi referenti alla comunicazione che non si tratta di cantieri improvvisati: «È un piano condiviso oltre che con il Ministero anche con il Comune di Como e le altre istituzioni del territorio». Ai soliti cantieri notturni i comaschi si sono quasi abituati, alla chiusura dell’uscita di Monte Olimpino no. «Sono state comunicate le varie fasi dei lavori alle istituzioni locali fino a fine anno già tra giugno e luglio», spiegano sempre da Autostrade. Sono lavori alle gallerie da fare, non c’è alternativa. Già ad agosto per i lavori all’autostrada era scattato sull’A9 il divieto di transito per tir e mezzi pesanti, mandando al collasso le strade cittadine.

La chiusura dell’uscita di Monte Olimpino per due mesi, d’autunno, è una batosta per la già inadeguata rete stradale comasca. In prefettura sul tema era stato convocato un tavolo, utile anche a coordinare i vari cantieri per non gravare su un traffico già impazzito.

Lo “snodo” di via Paoli

Sì, perché in un quadro generale già di per sé molto critico, vanno aggiunte anche le difficoltà legate ai vari cantieri paerti qua e là per la convalle, con le conseguenze che si sono registrate in questi ultimi giorni.

Dal restringimento delle carreggiate in via Pasquale Paoli angolo via Badone, causa di pesantissimi rallentamenti a ogni ora del giorno (nel box accanto la replica dell’assessore), fino a quello di piazza Cacciatori delle Alpi, all’intersezione con via Gallio, per non dire delle incognite legate alla necessità di tornare, prima o poi, sulla necessità di mettere mano ai lavori per l’acquedotto in Borgo Vico, al centro di un test finito molto male nei mesi scorsi.

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