Bancarotta Pane e Tulipani
Niente libertà per Lanzara

I giudici del riesame hanno confermato i domiciliari

Bancarotta Pane e Tulipani Niente libertà per Lanzara
Como il locale Pane e Tulipani di via Lambertenghi coinvolto nell'inchiesta delle turbative d'asta
(Foto di Andrea Butti)

Nuovo punto per la Procura, nella maxi inchiesta che poco meno di un mese fa ha portato a ben 34 ordinanze di custodia cautelare per altrettante persone accusate - soprattutto - di bancarotta fraudolenta.

Il Tribunale del riesame, che nei giorni scorsi aveva rigettato il ricorso presentato dagli avvocati di Bruno De Benedetto contro la custodia cautelare in carcere del commercialista di via Giulini, in questi giorni hanno anche sciolto il riserbo sull’istanza presentata per chiedere l’annullamento degli arresti domiciliari nei confronti del commercialista Paolo Lanzara, accusato della bancarotta di Pane e Tulipani. I giudici milanesi hanno rigettato anche questo ricorso, confermando in toto l’ordinanza di custodia cautelare a carico del professionista, tra l’altro componente del collegio sindacale di Acsm - Agam, società partecipata tra gli altri dal Comune di Como.

Lanzara, attraverso ai suoi difensori, aveva chiesto l’annullamento del provvedimento cautelare ritenendolo assolutamente sproporzionato rispetto alle accuse. Di parere differente sono stati i giudici del Riesame, che in questi giorni stanno affrontando numerosi ricorsi presentati nell’ambito del procedimento. Al momento l’unico ricorso parzialmente accolto è stato quello che ha consentito ad Alberto Caremi, socio di Pane e Tulipani, di uscire di cella e andare agli arresti domiciliari.

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