Baristi e ristoratori in piazza  «Massacrati dal governo»
«Non possiamo permetterci un altro lockdown», dicono i commercianti

Baristi e ristoratori in piazza

«Massacrati dal governo»

Centinaia di esercenti al presidio in piazza Roma. «Abbiamo investito e fatto quello che ci hanno chiesto: e ora ci chiudono»

«Una vita a pagare le tasse ed ora, condannati dallo Stato Italiano, siamo morti».

Si sono ritrovati ieri sera in piazza Roma centinaia commercianti, negozianti, baristi e ristoratori di Como, non per alzare la voce ma per far sentire il profondo disagio di imprenditori che si sentono nel mirino da mesi e che, in molti casi, stanno pensando di abbandonare l’attività. L’incontro, proprio come una vera veglia funebre, è iniziato con un minuto di silenzio.

L’iniziativa non è nata dalle associazioni di categoria, che pure erano presenti con alcuni rappresentanti, e neppure da movimenti politici. I promotori sono stati Nathan Martignoni, ristoratore a Carate Urio con “Una finestra sul lago”, e Stefano Gianfriddo, impegnato nel mondo dell’hotellerie.

Inizialmente prevista come “camminata per le vie della città”, la manifestazione vera e propria si è svolta in realtà interamente in piazza Roma, con l’intervento di alcuni commercianti per manifestare la propria contrarietà nei confronti dell’ultimo Dpcm. Tra loro anche Ornella Gambarotto, titolare del salone Equipe Ornella di piazza Duomo, intervenuta per portare la propria solidarietà, e Giovanni Dato, in rappresentanza del settore dello sport.

Tantissimi i giovani presenti, con sguardi tristi e poca voglia di parlare. «Anche se molti non se ne accorgono, perché hanno uno stipendio fisso – dice una giovane barista – per tante persone questi provvedimenti possono anche stravolgere la vita».


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