Basta sprechi, risorse sanitarie congelate  «Fondi agli ospedali solo se usati bene»
La Regione vuole rimodulare l’offerta di prestazioni sanitarie

Basta sprechi, risorse sanitarie congelate

«Fondi agli ospedali solo se usati bene»

La Regione blocca parte del budget dei privati - Gallera: «C’è chi dà spazio a interventi remunerativi mentre dovrebbe potenziarne altri, come la cataratta»

Priorità agli interventi davvero utili, non a quelli più remunerativi. La Regione ha dato questa precisa indicazione alle strutture ospedaliere private accreditate, affinché rispondano ai bisogni dei pazienti, riducendo le attese sempre per le prestazioni più richieste.

Sono stati così “congelati” 35 milioni di euro dal budget complessivo, per dirottarli verso le cure più urgenti.

Quali? «Oggi abbiamo grande bisogno di posti letto per l’oncologia e per la neurologia – spiega a La Provincia l’assessore regionale al welfare Giulio Gallera – Vogliamo incentivare le strutture a fare le operazioni di cataratta, ad esempio, per le quali si rischia di aspettare anni. Al contrario ci sono interventi poco utili che alcune realtà accreditate enfatizzano pur di raggiungere i loro obiettivi sul carico di lavoro. Mi riferisco per esempio alla chirurgia bariatrica (i tanti interventi che si fanno per l’obesità, ndr). Oppure ai trattamenti alla colonna vertebrale o alle attività ortopediche che potrebbero essere affrontate in maniera diversa. E poi serve agire dove si tende a ricoverare anche se non è poi così necessario». L’associazione italiana per l’ospedalità privata, attraverso la sua delegazione lombarda, pur volendo rispondere alle nuove sfide legate in particolare all’invecchiamento della popolazione, si è detta preoccupata per le possibili conseguenze sulla sostenibilità delle strutture. «Andremo a trattare con i singoli privati, l’obiettivo è ampliare la loro attività anziché ridurla – dice ancora Gallera – Però chiederemo che vengano incentivate le prestazioni di cui il territorio ha fortemente bisogno. Ovviamente laddove sarà possibile, perché non tutte le strutture fanno tutto, c’è chi non ha la cardiologia, chi non fa prestazioni ortopediche. Dobbiamo però cercare di rimodulare l’offerta partendo dalle reali necessità».

I 35 milioni di euro dirottati sulle prestazioni ritenute più necessarie potrebbero sembrare una somma non molto significativa, ma si tratta di quanto è possibile spostare subito senza toccare i delicati equilibri degli accreditamenti. Per il privato si tratta di una quota che si aggira intorno all’0,8% del budget.

.


© RIPRODUZIONE RISERVATA