Beffa Pedemontana
«Regione, 16 milioni
tolti ai comaschi»

Il Pirellone garantisce solo 5 milioni su 21 previsti. Bongiasca: «Vanno usati qui, anche contro il dissesto»

Una beffa da 16 milioni di euro per la provincia di Como. Si tratta dell’annosa questione dei 21 milioni di euro spettanti al territorio comasco come compensazioni per l’impatto ambientale di grandi opere come terza corsia della A9 e Pedemontana. I soldi, rimasti per anni nella cassaforte di Villa Saporiti sono finiti alla Regione (a cui, nel frattempo, è passata la competenza) solo alcuni mesi fa, quando il Governo ha sbloccato i vincoli finanziari.

E adesso? Il rischio è che l’80% della somma (oltre 16 milioni di euro), non vengano più utilizzati per il territorio comasco, ma per altre province. La certezza c’è sul 20%, quindi circa 5 milioni di euro, che dovranno essere impiegati per la ripiantumazione. Va detto che sarebbe stato impensabile utilizzare 21 milioni di euro per opere di ripiantumazione a ridosso delle zone interessate dal passaggio delle autostrade e il presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca annuncia che scriverà alla Regione per chiedere che i soldi vengano tutti destinati a Como, allargando l’ambito di spesa con l’inclusione di opere contro il dissesto idrogeologico e la manutenzione delle valli e delle montagne.

«Avevamo già scritto nei mesi scorsi - spiega Bongiasca - su sollecitazione anche dei consiglieri provinciali e adesso lo farò di nuovo, questa volta da presidente, poiché sono sempre stato del parere che quei soldi debbano essere utilizzati sul nostro territorio. Chiederemo un intervento per fare in modo che si possano spendere per opere sul dissesto idrogeologico, di cui tutti abbiamo tanto bisogno».

Lo scorso 18 ottobre il suo predecessore, Maria Rita Livio, aveva inviato una nota (la terza in poco tempo) contestualmente al trasferimento della somma per chiedere garanzie sulla destinazione a Como degli investimenti e scriveva: «Sulla delicata questione avevo avuto modo di discutere in più occasioni con l’ex assessore Garavaglia con il quale si era convenuta la necessità di modificare la legge regionale ampliando le possibili destinazioni di impiego delle risorse fino a comprendervi gli interventi di prevenzione e di riassetto idrogeologico».

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