Biciclette esaurite ovunque
E il bonus rischia di scadere

Tutti le vogliono ma nei negozi le due ruote sono introvabili e anche chi è riuscito ad avere il voucher ora non può utilizzarlo

Cercasi bicicletta disperatamente. Complici anche le agevolazioni e le maggiori possibilità di muoversi con mezzi a due ruote, aumenta il numero di richieste di bici. Ma, anche a Como, è difficile trovarli. Con la beffa per chi, dopo un’estenuante lotta col portale mobilità, è riuscito ad avere il voucher per l’acquisto, ma rischia di non poterlo usare (bisogna sfruttarlo entro un mese).

La beffa del bonus

«Per fortuna, sono riuscito a fare un po’ di “magazzino” e qualcosa ho ancora a disposizione. Ma è complicatissimo trovare modelli ora», spiega Maurizio Riccardi, dello storico negozio cittadino “Fratelli Riccardi”: «Il mondo – aggiunge - si è fermato a marzo e due mesi dopo, a maggio, con la creazione del bonus mobilità, si è attivata una ricerca spasmodica di prodotti: le aziende, nei primi quindici giorni, hanno venduto tantissimo». Ma, in generale, non tutti i cittadini si sono mossi immediatamente: così, c’è chi si è ritrovato a fare l’ordine in estate per poi vedersi recapitare la bici mesi dopo.

Un problema sull’effettiva spendibilità del voucher, arrivato il giorno prima delle chiusure disposte dal governo, riguarda proprio la disponibilità “a magazzino” delle bici: durante il primo lockdown la domanda aveva superato di molto l’offerta e molte persone hanno dovuto aspettare mesi per poter comprare il mezzo scelto, in quanto tutti gli stock erano andati esauriti e c’erano anche problemi nella filiera produttiva e nella logistica. Oggi, quindi, col ritardo accumulato, la situazione è peggiorata. «Purtroppo sì, in questo momento è difficile trovare le bici – spiega Manuel Magitteri, titolare del “Coma bike service di Bizzarrone” - Nei magazzini si riesce davvero a pescare poco, specie per le richieste arrivate in questo periodo. Qualcosa è disponibile per i mezzi con un prezzo attorno ai 3500 euro. A chi viene diciamo di portare pazienza, non c’è altra soluzione».

La situazione durerà, con buona probabilità, fino almeno all’inizio dell’anno prossimo. Anche se, pare, potrebbero tornare disponibili i classici modelli come le “grazielle” o le “olandesine”. Conferma il trend anche Fermo Bernasconi, titolare del “Run And Bike” di via Borgovico: «I miei colleghi hanno detto bene – continua – Le richieste sono aumentate? Beh, è fisiologico: con le limitazioni imposte, avere una bicicletta dà possibilità di muoversi, quindi è normale avere qualcuno che ne approfitta. Il mercato, al momento, è fermo e le aziende non hanno, di fatto, possibilità di consegnare i mezzi».

Settore bloccato e ritardi

Anche perché, Shimano ha in mano circa l’80% del mercato dei componenti: durante il primo lockdown, hanno avuto un blocco di un paio di mesi. E, una volta ricominciata la produzione, il ritardo accumulato ha investito, a cascata, anche gli altri settori del mondo a due ruote, mettendo in difficoltà, di fatto, tutta Europa «Le previsioni per il 2021? – aggiunge Bernasconi -Grigie».

Intanto, chi ha già preso la bici, sta ancora aspettando il bonus, nonostante il ministro dell’Ambiente Sergio Costa avesse assicurato che il versamento sarebbe avvenuto entro dieci giorni lavorativi. L’ennesimo capito di una vicenda partita male e che sta proseguendo, se possibile, ancora peggio.

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