Bufera all’università dell’Insubria
La Finanza nella sede di Varese

Denunce, accuse, scontrie ora anche un’acquisizionedi atti da partedelle fiamme gialle

Bufera all’università dell’Insubria La Finanza nella sede di Varese
La sede comasca dell’università dell’Insubria
(Foto di butti)

La guardia di finanza nella sede del rettorato di Varese. Come riporta La Prealpina, il fatto è successo a ottobre dello scorso anno. Il motivo? L’acquisizione di documenti e la raccolta di alcune informazioni. La vicenda non dovrebbe essere collegata con lo scontro in atto fra il prorettore Stefano Serra Capizzano e il rettore Angelo Tagliabue , ma è significativo di una situazione da mesi ingarbugliata e carica di tensione.

Le frizioni fra i due sono cominciate a fine giugno 2020. Il conflitto si è poi inasprito a inizio 2021 quando Tagliabue tentò di trasformare il vicario, quindi in questo caso Serra Capizzano, in una sua figura fiduciaria, nominata e soprattutto revocabile attraverso un proprio decreto. Congelato il tentativo, nei mesi successivi lo scontro all’interno dell’università è deflagrato anche attraverso altri atti formali. Per esempio, attraverso un decreto rettorale, a Serra Capizzano sono state tolte le deleghe.

Nei mesi passati, al vicario comasco è stata inflitta, da parte della commissione preposta, una sanzione disciplinare di 10 giorni, impugnata davanti al tar dallo stesso prorettore: se da un punto di vista economico non è così rilevante (si perde un terzo circa di uno stipendio mensile), chi la subisce non può essere eletto alle cariche più importanti per diverso tempo.

A giugno dello scorso anno, infine, Serra Capizzano ha denunciato per violenza privata e diffamazione il rettore Angelo Tagliabue. Intanto, nel giro di due giorni, sono circolate due mail. Il prorettore lariano ha scritto ai professori, agli studenti e al personale tecnico e amministrativo dell’ateneo, ricordando come «le vicende giudiziarie che riguardano singole persone meritino silenzio, perché si tratta, come è ovvio, di ambito distinto e la magistratura dovrà fare il suo corso».

Una risposta, per certi versi, a un altro messaggio, arrivato mercoledì sui computer del personale dell’Insubria, firmato da quattro direttori di dipartimento eletti nel senato accademico in cui si sottolinea il rammarico per le notizie circolate sugli organi di stampa e hanno espresso «rinnovata fiducia al magnifico rettore». A.Qua.

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