Bulli, la Ripamonti  espelle due studenti  per tutto l’anno
Como - L'istituto Ripamonti

Bulli, la Ripamonti

espelle due studenti

per tutto l’anno

Minacce pesantissime e richieste di denaro a compagni di scuola e perfino insegnanti

Una decisione che risale al 27 marzo scorso all’istituto superiore Da Vinci-Ripamonti, sulla quale è difficile tornare per chi quei momenti difficili li ha vissuti. La scuola, con il suo dirigente scolastico Gaetana Filosa, ha preso la decisione di allontanare i ragazzi responsabili degli avvenimenti fino alla fine dell’anno per riportare la serenità.

Dei due ragazzi, entrambi di 17 anni, uno è stato sospeso dal consiglio di istituto per aver minacciato un compagno con il tentativo di estorcergli denaro, con minacce portate avanti sia verbalmente sia attraverso un gruppo di Whatsapp.

L’altro ragazzo è stato invece allontanato per disturbo, atteggiamenti minacciosi, perfino richieste di soldi agli insegnanti che creavano continui problemi all’interno della classe «ledendo – racconta il dirigente scolastico – il diritto degli altri di studiare e di vivere con serenità la scuola».

Episodi tristi per chi ne ha subito le conseguenze, come il ragazzino, minacciato perfino di finire sfigurato, che per qualche periodo ha lasciato l’istituto non sentendosi al sicuro e che, proprio grazie all’aiuto della scuola, è rientrato. Una scuola che è stata vicina, con il dirigente scolastico, agli alunni e agli insegnanti e che, nonostante la difficoltà a tornare su episodi così difficili da raccontare, non ha nascosto nulla di ciò che è successo, dimostrando sostegno agli studenti: «Quello che facciamo è cercare di recuperare i ragazzi quando vivono situazioni particolari – ha spiegato Gaetana Filosa – cercando di intervenire, di condurre i ragazzi a comportamenti legittimi, nel rispetto delle norme e della convivenza civile. In quel caso non ci siamo riusciti, per noi è un fallimento. Quando ci sono studenti che vivono con malessere la scuola, a un certo punto bisogna prendere alcune decisioni».

Il dirigente non si sottrae al racconto di quei momenti difficili, con la consapevolezza che serva andare avanti, ora che la situazione si è risolta, continuando a creare a scuola un ambiente sereno dove trascorrere momenti di studio e di vita. Una scuola che ha dimostrato di essere in grado di risolvere il problema, cercando il più possibile di non danneggiare, ma di aiutare, le vittime dei comportamenti degli studenti sospesi.


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