Bus, chiede il biglietto
Autista aggredito
da cinque passeggeri

Tensione ieri pomeriggio sul C11 in via Tibaldi. Cinque giovani volevano viaggiare senza pagare il ticket. Paura tra gli studenti a bordo. Interviene la Polizia locale

Una studentessa di 15 anni è letteralmente fuggita dall’autobus, spaventata dalla furiosa lite tra cinque passeggeri e un autista di Asf, aggredito - per fortuna pare solo verbalmente - per aver chiesto loro il pagamento del biglietto. Altri presenti hanno chiamato allarmati il 112. Solo l’intervento della polizia locale ha riportato la calma.

Sono stati momenti di forte tensione quelli vissuti nel primo pomeriggio di ieri a bordo della linea 11 a Tavernola.

A raccontare l’accaduto è il padre di una studentessa: «Mia figlia - ricostruisce l’uomo - è tornata a casa spaventatissima. Mi ha detto che l’autista era stato aggredito da cinque passeggeri senza biglietto e di aver avuto paura. Per questo è scesa dal bus e si è allontanata velocemente».

Secondo quanto ha potuto ricostruire l’ufficio stampa di Asf attorno alle 15, alla fermata vicina all’asilo di via Tibaldi della linea 11 cinque passeggeri, tutti stranieri, sono saliti a bordo dell’autobus senza però avere il biglietto. L’autista ha chiesto ai cinque, giovani, o di pagare il biglietto oppure di scendere al mezzo pubblico. Per tutta risposta i cinque hanno aggredito verbalmente il dipendente di Asf.

Ne è nata una discussione particolarmente accesa, che ha convinto gli altri passeggeri a chiamare il 112.

I primi a intervenire sono stati gli agenti della polizia locale, che hanno riportato la calma e hanno provveduto a identificare i cinque passeggeri che hanno litigato con l’autista: toccherà ora all’autista decidere se formalizzare o meno una denuncia nei loro confronti.

L’episodio arriva nei giorni in cui un dipendente Asf sta preparando, con i suoi legali, un ricorso contro il licenziamento per giusta causa dovuto a una reazione particolarmente accesa - con tanto di insulti ripresi in un video - avuta nei confronti del papà di un ragazzo, apostrofato perché voleva viaggiare senza biglietto. Ai carabinieri intervenuti allora l’uomo disse: «Comportamenti violenti contro gli autisti si verificano spesso a bordo dei bus».

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