Ca’ d’Industria, che salasso il servizio trasporti. I costi sono raddoppiati

Nuovo accordo Poche le associazioni a disposizione. Fino 26 euro per andare e tornare dalla periferia

Alla Ca’ d’Industria il costo del servizio di trasporto è quasi raddoppiato, una andata e ritorno nei quartieri periferici costa fino a 26 euro. E trovare in città ambulanze disponibili per accompagnare malati e pazienti è sempre più difficile. La Fondazione della Ca’ d’Industria ha sottoscritto un nuovo contratto con il comitato locale della Croce Rossa per trasportare gli anziani ospiti in sicurezza, in particolare presso il centro diurno. Il contratto è un modo per assicurare alle case di riposo un servizio di qualità in maniera continuativa, senza dover cercare ogni volta un mezzo. Solo che con il precedente contratto la singola tratta costava 7,5 euro, in tutta la città. Adesso per chi abita in centro il costo proposto è pari a 9 euro, chi abita subito fuori la convalle deve pagare 11 euro a tratta e infine ai cittadini residenti nei quartieri più periferici vengono chiesti 13 euro a tratta. Per una andata e ritorno quindi sono la bellezza di 26 euro. Poco meno di un taxi.

La Ca’ d’Industria sosteneva e sostiene tuttora la sua utenza contribuendo con 4 euro a tratta, coprendo così più della metà dei 7,5 euro chiesti in precedenza. Adesso, però, difficilmente la Fondazione potrà farsi carico di somme così importanti.

«Dobbiamo cercare di capire come gestire il contributo interno: un aiuto che abbiamo sempre offerto. Decidere Fatti i dovuti conti sarà comunque complicato arrivare a cifre così importanti»

«È un problema reale, a Como manca un’offerta adeguata – dice Gianmarco Beccalli, presidente della Ca’ d’Industria – abbiamo negli ultimi mesi chiesto a decine di soggetti se volessero impegnarsi nel trasporto dei nostri anziani ospiti, in particolare per il centro diurno. Ma non abbiamo mai trovato una risposta. Certo non ci è utile un trasporto normale, dobbiamo avere garanzie soprattutto in merito alla sicurezza oltre che, come ovvio, sulla puntualità. Purtroppo non abbiamo alternative».

«Dobbiamo anche cercare di capire come gestire il contributo interno – dice ancora Beccalli – un aiuto che abbiamo sempre offerto. Decidere se e come aumentare i 4 euro destinati al supporto degli ospiti. Fatti i dovuti conti sarà comunque complicato arrivare a cifre così importanti». Dunque i costi ricadranno in parte sulle famiglie.

Auser: «Purtroppo in città siamo molto in crisi. E siamo alla continua ricerca di volontari»

In città mancano analoghe offerte di trasporto, dalla Croce Azzurra all’Auser non si trovano mezzi. Croce Azzurra è, per esempio, già molto impegnata nei suoi servizi. Mentre Auser potrebbe attrezzarsi, ma non ha abbastanza autisti. «Purtroppo in città siamo molto in crisi – dice il presidente dell’associazione Massimo Patrignani – siamo alla continua ricerca di volontari». Per offrire passaggi, come detto, con ogni garanzia di sicurezza, anche se a bordo di questi mezzi non è presente personale medico.

Diverse volte comunque da queste colonne abbiamo riportato testimonianze di persone bisognose di un trasporto in sicurezza che proprio non riescono a trovare un mezzo a disposizione. Anche le altre Rsa comasche fanno i conti con lo stesso problema, a maggior ragione i singoli cittadini. Per tornare dall’ospedale, per fare le visite, è successo ad un’anziana comasca perfino alle elezioni per riuscire a raggiungere il seggio.

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