Canottieri, tutti contro Rapinese. Fermi: «Ingerenza inspiegabile»

La polemica Sede inserita tra i progetti di partenariato con i privati. L’assessore regionale: «Non capisco il senso e non condivido il metodo»

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Non si fermano le polemiche sulla decisione della maggioranza di Palazzo Cernezzi di inserire la sede della Canottieri Lario di viale Puecher tra gli immobili per i quali i privati (qualunque) possono presentare progetti di partenariato pubblico-privato di riqualificazione e gestione al Comune. E non si fermano nemmeno dopo le parole del sindaco Alessandro Rapinese che aveva parlato di «opportunità» e dichiarato in consiglio che «l’auspicio è che la società possa, essendo un “privato”, come hanno fatto e stanno facendo altre gloriose associazioni sportive del territorio, garantirsi un futuro di qualità autogestito senza dover interagire con quella macchina amministrativa pachidermica» comunale.

La vicenda ha messo in allarme i circa 500 soci della Lario e ha portato il presidente Claudio Salvagni e quello storico Enzo Molteni a usare parole pesanti. Salvagni, in particolare, aveva dichiarato che la Lario «è la società più blasonata del territorio e la più antica con i suoi 135 anni di storia e non siamo disposti a diventare succursali di nessuno, del Calcio Como o di altri». Ieri è intervenuto l’assessore regionale comasco Alessandro Fermi (Lega) chiedendo a Rapinese di fermarsi. «Ancora una volta non capisco il senso della decisione presa dal sindaco di Como e soprattutto non capisco e non condivido il metodo totalmente privo di qualsiasi condivisione. La Canottieri ha una storia centenaria ed è un punto di riferimento fondamentale per la città, non solo dal punto di vista sportivo. A mio parere questa è una realtà che una giunta comunale dovrebbe aiutare e difendere, non esporre alla possibilità di ingerenze di soggetti privati che non hanno nulla a che fare con la sua storia». E ancora: «Mi chiedo: quali motivazioni politiche o di interesse pubblico portano a questa ingerenza nell’autonomia di una storica società comasca? Perché questa fretta di cambiare le regole in corso visto che la concessione scade tra tre anni? Spero che per una volta il sindaco accetti il confronto e torni sui suoi passi». Sul nodo di quale sia l’interesse pubblico avevano fatto leva anche i vertici provinciali di Forza Italia Sergio Gaddi e di FdI Stefano Molinari. Pd e Svolta Civica erano intervenuti invece in aula consiliare.

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