Caos reddito di cittadinanza  Scade il termine, assalto all’Inps
Code nella sede dell’Inps in via Pessina

Caos reddito di cittadinanza

Scade il termine, assalto all’Inps

La richiesta va integrata entro lunedì oppure salta l’assegno - Deve farlo chi ha ricevuto l’apposito sms. Boom di accessi alla sede dell’ente

Como

Ultimi giorni per integrare la richiesta di reddito o pensione di cittadinanza: un’incombenza che spetta a quasi 1.500 comaschi, quelli che presentarono la domanda lo scorso mese di marzo, prima della conversione del decreto in legge. E che adesso stanno affollando soprattutto gli sportelli Inps: è possibile andare anche ai patronati.

Se l’operazione non verrà eseguita entro lunedì 21 ottobre, salta l’assegno. Attenzione, ribadisce l’Inps di Como, ciò non significa che il beneficio sarà perduto per sempre: ma solo che sarà sospeso, finché la procedura non sarà completata a tutti gli effetti. I cittadini interessati hanno ricevuto l’sms dall’istituto con le istruzioni. E la rassicurazione che l’integrazione era molto semplice da eseguire. Ma la maggior parte si è presentata negli uffici Inps e difatti in questi giorni gli afflussi alla sede provinciale sono stati più elevati (i primi giorni il 90% è stato aiutato proprio per questo compito). Questo è avvenuto un po’ per sicurezza, un po’ perché comunque maneggiare il mondo del digitale è tutt’altro che facile ancora per molti, tanto più una fascia di popolazione spesso fragile. Fino al 14 ottobre, ciò che poteva essere fatto era aiutare il beneficiario allo sportello a completare tutto sul suo profilo. Adesso a disposizione c’è pure la piattaforma Intranet, per cui anche tutti i patronati stanno procedendo a dare una mano: prima alcuni assistevano i cittadini col cellulare, altri preferivano appunto attendere l’altro sistema, anche per questioni di aggiornamento delle statistiche che così non sarebbe andato perduto.

Come si diceva, sono coinvolti i primi beneficiari della misura, in tutto 1.486 in provincia di Como. La prima tranche fu in effetti la più cospicua.

Perché è stato necessario chiedere questa tappa? Che cosa si domanda al cittadino? L’autocertificazione richiesta conferma la mancata sottoposizione a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo, e la mancanza di condanne definitive nei dieci anni precedenti la richiesta per una serie di delitti. Per procedere a dare questa informazione indispensabile per continuare a ricevere senza interruzioni l’assegno, basta cliccare sul link ricevuto dall’Inps (https://serviziweb2.inps.it/RedditoCittadinanza/autocertificazione). Si inseriscono il protocollo della pratica di reddito o pensione di cittadinanza, il codice fiscale, il codice di lettere e numeri arrivato via sms o mail. La direttrice provinciale dell’Inps Rosaria Cariello lo ha ribadito: «Non c’è un termine entro il quale effettuare l’aggiornamento. Il collegamento alla pagina comunicata tramite sms rimarrà sempre attivo. Chi effettuerà l’aggiornamento entro il 21 ottobre, potrà ottenere il regolare pagamento della rata di quel mese. Per chi lo farà dopo, la prestazione resterà sospesa sino all’acquisizione della dichiarazione».

Già dopo pochi giorni dall’invio degli sms, il 48% dei cittadini interessati aveva provveduto a compiere le procedure di integrazione.


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