Capitale della Cultura, martedì si sceglie  Ecco i concorrenti di Como
Como dall’alto. Foto Pozzoni

Capitale della Cultura, martedì si sceglie

Ecco i concorrenti di Como

Tutti i progetti in lizza, Como punta a lago e cultura con Cernobbio e Brunate

Pisa che guarda al tema della navigazione, Como che fa rete con Cernobbio e Brunate per valorizzare il lago, Parma che punta su bellezza e sostenibilità. E se Mantova investe sul turismo digitale proponendosi come smart city, c’è Spoleto che si candida come ’porta delle culturè. Ercolano che si apre a percorsi di street art, Aquileia che si fa forte del suo sito archeologico più grande d’Italia. Mancano ormai poche ore alla proclamazione della città capitale della cultura italiana per il 2016 e tra le dieci candidate della short list annunciata a giugno dal Mibact la tensione è alta. In palio, oltre allo scettro di capitale per un anno, ci sono un milione di euro finanziato dal ministero guidato da Franceschini e l’esclusione delle risorse investite nella realizzazione del progetto dal vincolo del patto di stabilità.

Impegnata da mesi sui dossier, la commissione presieduta da Marco Cammelli è alle ultime battute del suo lavoro. Domani pomeriggio si chiude, con la consegna del nome della città prescelta direttamente nelle mani del ministro. In lizza, selezionate in un primo gruppo di 24, ci sono Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni. In tutto dieci città tra le quali verrà scelta la regina del 2016 e poi a ruota (entro il 15 dicembre) la regina del 2017. Per tutte un’opportunità da non mancare.

Tant’è, dal nord al sud del paese, i dieci comuni hanno lavorato a progetti di ogni tipo, con i temi più vari. I pisani hanno scelto la navigazione, dall’identità storica della Repubblica Marinare all’attualità, da Internet al Mediterraneo e lavorato per la valorizzazione del sistema museale. Como ha puntato naturalmente sulle bellezze del suo lago, con un progetto che prende ispirazione dalle quattro stagioni di Vivaldi. Mantova, che già aveva corso per il titolo di capitale europea della cultura 2019, è ripartita dal suo progetto puntando sull’idea della smart city e turismo digitale per valorizzare i suoi gioielli, da Palazzo Te a Palazzo Ducale, il lago, il parco del Mincio. Terni ha riempito il suo dossier con ben 14 diversi progetti, dal Festival internazionale della creazione contemporanea alla Urban art passando per gli spettacoli nel sito archeologico di Carsulae. Pistoia si è concentrata sulla rigenerazione e riqualificazione urbana con tra l’altro tanti percorsi ciclopedonali immersi nel verde del centro storico. Ma anche mostre, festival, rassegne, musica. Parma, che nel 2017 festeggerà i 2.200 anni dalla sua fondazione, punta sulla rigenerazione e riqualificazione del centro storico , ma anche sul cinema, su una nuova identità per il parco ducale e la musica. Ercolano, che ha incassato anche l’assist dell’ex presidente della commissione europea Josè Barroso, va oltre la sua identità di sito archeologico proponendo una ridda di progetti e iniziative, dal rilancio del mercato degli abiti usati con i percorsi di street art, alla nascita di start up di imprese creative, i campi di volontariato internazionali su ambiente e archeologia, le mostre d’arte con un itinerario sul Caravaggio.


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