Caso La Russa, il padre di Tommy dj: «Situazione delicata, non parlo più»

L’indagine Il figlio è indagato per la presunta violenza sessuale a casa del presidente del Senato - Lui, dalla Val d’Intelvi, ha rilasciato un’intervista per difenderlo: «Le mie parole travisate»

«Mi spiace, ma la situazione è delicata. A risentirci, certo della sua comprensione». Il giorno dopo l’intervista fiume rilasciata al quotidiano “La Verità”, Massimo Gilardoni - il papà di Tommaso “Tommy” Gilardoni, 24 anni, il dj e imprenditore indagato con Leonardo Apache La Russa per la presunta violenza sessuale su una ventiduenne nella notte tra il 18 e il 19 maggio scorsi - ha scelto la via del silenzio. Vani i tentativi da parte del giornale - l’ultimo a pomeriggio inoltrato - di avere qualche dettaglio in più rispetto alle dichiarazioni, alcune delle quali dai contenuti forti, rilasciate a “La Verità”.

«Non penso proprio abbia fatto una cosa del genere. È un ragazzo con la testa sulle spalle», uno dei primi concetti espressi da Massimo Gilardoni, che comunque ha confermato come «mio figlio è sempre circondato da bellissime ragazze. È un giovane molto preparato, molto avanti».

Poi una delle frasi cardine della lunga intervista: «Sa, però, che al giorno d’oggi le ragazze prima magari fanno sesso e poi si accorgono con chi lo hanno fatto ed è un attimo che vanno a denunciare le persone, però, non lo so».

Nell’ultimo whatsapp a La Provincia, Massimo Gilardoni ha parlato di «frasi travisate a me attribuite». La famiglia Gilardoni - casa a San Fedele d’Intelvi, cognome originario del lago - è molto conosciuta in Val d’Intelvi e non solo. Il nostro giornale aveva dedicato a Massimo Gilardoni ed alla moglie un lungo servizio a fine 2022, dopo che le luci sul Consorzio Agrario di Castiglione si erano spente dopo 40 anni di onorata attività. Dietro l’angolo la meritata pensione ed il cambio di gestione. In quell’occasione papà Massimo ci aveva confidato che «ora avremo più tempo andremo a trovare i nostri figli a Londra e Bologna. E poi ci concederemo qualche vacanza in più». Parole pronunciate con quel garbo che anche ieri Massimo Gilardoni ha mantenuto nel rimarcare che non ci sarebbero state ulteriori dichiarazioni rispetto a quelle pronunciate una dopo l’altra a “La Verità”.

È chiaro che quell’intervista ha lasciato il segno, perché papà Gilardoni - al netto di qualche parola di circostanza - è entrato nel vivo di questa vicenda che ormai ha assunto i connotati di caso dell’estate, ribadendo quanto alla violenza sessuale che «non penso proprio che mio figlio possa aver fatto una cosa del genere» e aggiungendo anche che «questa (la ragazza vittima della presunta violenza sessuale, ndr) poi è andata a casa di La Russa, che non è proprio l’ultimo arrivato, ha fatto sesso e poi si è pentita e lo ha denunciato. Può essere andata così».

L’ultima volta di “Tommy” in Val d’Intelvi è stata lo scorso 5 luglio, in occasione del compleanno del papà. Ieri l’eco della vicenda si è rapidamente diffusa anche nella piccola Val d’Intelvi, dove comunque negli abituali ritrovi dei residenti - i bar - il primo pensiero è andato proprio a papà e mamma, stimati da tutti e ben integrati in questa realtà oggi fatta di turismo e frontalierato.

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