Caso paratie, la consulente del pm  «Il muro dello scandalo era abusivo»
Una delle udienze che si sono tenute in Tribunale per il processo paratie (Foto by archivio)

Caso paratie, la consulente del pm

«Il muro dello scandalo era abusivo»

L’ingegnere chiamata ad analizzare il progetto: «A Sacaim 420mila euro non dovuti». La difesa all’attacco sulla sorpresa geologica. Lei: «Si sa dal 1800 com’è il fondale in quell’area»

«Sul cantiere paratie sono state ad oggi realizzate meno della metà delle opere, nonostante i lavori su un’area tutelata durino da dieci anni». Il tono di voce è pacato, ma le parole dell’ingegnere Patrizia Giracca, consulente tecnico dell’accusa, sono affondi contro gli amministratori e i tecnici che si sono passati il testimone dell’annoso progetto paratie. Politici e tecnici che, a ogni parola - o quasi - dell’esperto nominato dalla Procura scuotevano contrariati la testa. Ultima udienza prima della pausa estiva nel processo per il Mose vista lago di Como. Udienza interamente dedicata all’esame e al controesame della consulente incaricata di vivisezionare progetto, appalto, varianti della controversa e contestata opera pubblica.

Un’analisi partita da lontano, dall’epoca del muro scoperto dal pensionato Innocente Proverbio: «Un muro abusivo, previsto nella variante zero mai approvata da nessuno» e predisposta dall’ex direttore lavori Antonio Viola. Che, secondo l’esperta nominata dall’accusa, «preparava le perizie di varianti e poi, come dirigente del settore Reti, se le approvava». L’ingegnere Giracca ha insistito molto, nella sua relazione, sul fatto che le modifiche al progetto originario «non potevano essere approvate dal solo direttore lavori, perché cambiavano la filosofia del progetto e prevedevano aumenti superiori al 5% previsto dalla legge». Inoltre la mancata approvazione delle varianti da parte di giunta o consiglio avrebbe fatto venire meno anche i titoli abilitativi. Come dire: l’opera è abusiva.Secondo la consulente, inoltre, ad oggi «nessuna opera realizzata rispetta la normativa antisismica del 2008, e solo la terza perizia di variante» dell’amministrazione Lucini «si era posta il problema». Affrontato anche il tema soldi: «A Sacaim - ha sostenuto la consulente - il Comune ha finora pagato 420mila in più del dovuto».


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