Ceneri, uno scandalo senza fine  Ora ci sono infiltrazioni dal tetto
Il cimitero Monumentale di Como, dove si trova anche il forno crematorio

Ceneri, uno scandalo senza fine

Ora ci sono infiltrazioni dal tetto

Il forno è fuori uso da quattro anni e bloccato per i ricorsi

Il Comune ha disposto lavori urgenti: «Deve ripartire, subito il cantiere»

Lo scandalo delle ceneri con i comaschi costretti a portare i propri cari fuori provincia o in Svizzera per le cremazioni sembra non finire mai. L’impianto, o meglio la sua gestione, è finita al centro di un contenzioso legale, ma nel frattempo emergono anche ulteriori problemi strutturali.

Il Comune ha affidato una serie di lavori urgenti e in deroga agli stop dettati dall’emergenza sanitaria in atto, per bloccare copiose infiltrazioni d’acqua dalla copertura per un importo di 7mila euro. Nel dettaglio i tecnici di Palazzo Cernezzi parlano della necessità di intervenire «sulla sola porzione di copertura del locale macchine» poiché «a causa dell’emergenza coronavirus, si è resa evidente la necessità di rimettere in funzione l’impianto e di portare a termine perciò quelle opere edili strettamente necessarie al suo corretto funzionamento». Ad aver causato le infiltrazioni d’acqua, è «il cattivo stato di conservazione del manto di impermeabilizzazione». Impossibile una semplice riparazione, è necessario «un intervento generalizzato sull’intera superficie della copertura». E nella relazione dei tecnici che chiarisce la necessità di intervenire in tempi immediati - cinque giorni di lavori, affidati a un’impresa di Villa Guarda - si parla anche del motore che alimenta gli impianti «la cui sostituzione sarà possibile soltanto a lavori edili ultimati».

Come detto il forno crematorio, dopo una serie infinita di problemi tecnici, è ora nuovamente in tribunale. Due le cause pendenti: una presentata da una ditta che lamenta di non aver riconosciuto dall’amministrazioni i pagamenti dovuti per i lavori effettuati, ma si tratta di un contenzioso che non impedisce al Comune di ripartire. Il nodo riguarda un secondo ricorso, presentato da un’azienda che nemmeno aveva partecipato alla gara che , dopo aver incassato una prima sconfitta al Tar ha sottoposto ora la questione al Consiglio di Stato. L’udienza, aveva chiarito in consiglio comunale il sindaco Mario Landriscina, è fissata per il prossimo 23 aprile, ma al momento nessuno può dire se per quella data le udienze saranno effettivamente svolte. Il Comune, prima di assegnare l’appalto, vuole infatti essere certo della regolarità delle procedure, per evitare poi di dover rifare tutto. Intanto, però, il tempo passa.


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