Cent’anni per “Anna la pasionaria”  Appiano festeggia la partigiana
Anna Ferrario al momento del brindisi per i suoi cento anni

Cent’anni per “Anna la pasionaria”

Appiano festeggia la partigiana

Ferrario testimone della lotta di Liberazione in città: «Abbiamo avuto coraggio». Il segreto della longevità? «Il Campari e la cassouela»

Ha spento cento candeline Anna “la pasionaria”. Al secolo Anna Ferrario, l’ultima staffetta partigiana del paese. Una donna moderna ante litteram, la cui vita è stata caratterizzata da passione e impegno politico.

È perfettamente lucida e in ottima salute, tanto da permettersi ancora di gustare la Cassoeula e ogni giorno un bicchiere di Campari, i suoi “elisir” di lunga vita.

Dalla morte della sorella Tecla – anche lei staffetta partigiana, deceduta nel 2018, vive sola in completa autosufficienza.

«La mia fortuna è la salute – ammette Anna, detta la rossa per il colore dei capelli e la fede politica – Ci tengo a sbrigare le faccende domestiche da sola. Cerco di tenermi attiva, talvolta faccio anche un po’ di ginnastica, pur di restare in movimento».

«Finché potrò, non voglio pesare su nessuno - aggiunge -. Ho già pagato anche il mio funerale, così non disturbo nessuno». Iscritta al Partito comunista dal 1945 fino al suo scioglimento, insieme alla sorella Tecla diede sostegno alle attività antifasciste.

Ad avvicinarle alla lotta partigiana fu il fratello Luigi, che lavorava a Sesto San Giovanni: «Da Milano arrivavano i volantini di propaganda che distribuivamo in paese e a Como – racconta con immutata passione – Raccoglievamo medicinali, soldi, indumenti e viveri per la 52a Brigata Garibaldi. A casa nostra, frequentata da partigiani e luogo anche di riunioni segrete, passava il partigiano Lino Frangi a prendere il pane e altri generi di conforto per la 52esima Brigata Garibaldi».

Con la convinzione di chi ci ha creduto e una certa disillusione rispetto a come si è tradotto nella realtà l’ideale di uguaglianza sociale per cui ha combattuto, sostiene: «Abbiamo fatto quello che andava fatto ma, ripensandoci, abbiamo esposto la famiglia e noi stesse a grandi rischi. Il coraggio di quei giorni viene una sola volta nella vita».

(Manuela Clerici)


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