Chiasso, pattuglie “miste” sul confine  Ma i clandestini sono (quasi) scomparsi
La prima pattuglia “mista” di polizia fotografata ieri a un posto di blocco a Pizzamiglio (Foto by archivio)

Chiasso, pattuglie “miste” sul confine

Ma i clandestini sono (quasi) scomparsi

Presentato ieri in dogana il nuovo servizio congiunto italo ticinese di pattugliamento. Il sottosegretario Molteni promette più agenti. Caccia ai “passatori”, calano i tentativi di ingresso

Combattere l’immigrazione irregolare e il fenomeno, in aumento, dei passatori. Ieri mattina, per la prima volta, è entrata in azione sul confine una pattuglia mista italo svizzera.

Gli agenti, 28 in tutto quelli formati, lavoreranno sui territori dei due stati scambiandosi informazioni, buone pratiche ed esperienze. «L’accordo è storico e rinsalda la cooperazione transfrontaliera - spiega il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, ieri a Chiasso -. Dal 2016, la polizia di frontiera è sollecitata in modo particolare in materia di immigrazione: oggi, mettiamo un tassello importante. Così, si previene il fenomeno difendendo la frontiera e garantendo forme migliori di sicurezza e ordine pubblico».

Nei prossimi anni è previsto un potenziamento dell’organico: «Qualche uomo in più è necessario - aggiunge Molteni -. Al momento ne abbiamo 56 impegnati qui sul confine italiano ma il piano è di averne 17 in più. Da luglio, dovrebbero cominciare ad arrivarne un paio». Per il sottosegretario, la lotta all’immigrazione irregolare continua anche con i rimpatri, 8mila lo scorso anno, incoraggiati, dice, dalle nuove disposizioni del decreto sicurezza.

Da un punto di vista pratico, le pattuglie potranno spingersi fino a venti chilometri circa dentro i due stati confinanti. Saranno due veicoli, composti di quattro e sei uomini della polizia di frontiera italiana e delle guardie di confine svizzere. Il valore aggiunto, secondo le forze dell’ordine, è una migliore disponibilità organizzativa, l’utilizzo e lo scambio d’informazioni, anche attraverso la possibilità d’accesso alla banca dati, imprescindibile nella lotta contro la criminalità organizzata e l’immigrazione irregolare.

Secondo i dati diffusi in questi giorni dalle Guardie di confine, i tentativi d’ingresso illegali da Como verso il Ticino sono in calo vertiginoso: da inizio anno, se ne contano 727, di cui 349 a febbraio (è bene ricordare come un migrante possa provare più volte). Per avere un metro di paragone: nel 2017, il numero nei primi due mesi fu di 2909.

In crescita, però, la cifra dei passatori: «Nonostante il flusso migratorio sia notevolmente diminuito - conclude il maggiore Fabio Ghielmini, sostituto comandate delle guardie di confine ticinesi - le bande di passatori esistono e negli ultimi mesi sono aumentate. Registriamo casi tutte le settimane. Coniugando la nostra esperienza e quella italiana, potremo operare in modo migliore: seguire un fenomeno in maniera completa consente di aumentare molto le possibilità di successo».


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