Cimiteri, protesta  al Monumentale  «Basta degrado»
Tombe semi abbandonate all’interno del recinto del cimitero Monumentale di via Regina, il più grande del capoluogo (Foto by foto butti)

Cimiteri, protesta

al Monumentale

«Basta degrado»

Como: i frequentatori «incuria e abbandono

hanno superato il limite ed è ora che si intervenga»

È il cimitero centrale, ricco di storia, personaggi illustri per la città, che hanno dato e ricevuto tanto. Un gioiello architettonico da studiare. Eppure è pieno di problemi. Tralasciando tutta la questione del forno crematorio, ferma da anni, il cimitero si trova in uno stato di incuria permanente che va oltre la mancata cura del verde o dell’ordinario. Problemi di umidità, mura scrostate, degrado, erbacce ovunque e quella sensazione di trasandato che non rende giustizia a una struttura storica che è la casa di tanti defunti.

Marco Camerino ha notato una situazione di degrado diffusa, che sta sicuramente peggiorando con gli anni: «Nessuno chiede la perfezione, ci mancherebbe, posso anche capire che magari d’estate le cose si facciano un po’ più difficili. Però certe situazioni vanno ben oltre quello che è il limite di sopportazione».

Gratitudine per gli Alpini

Non è solo la questione delle erbacce a dare fastidio: «Ci sono tanti muri scrostati che non sono certo rispettosi per i nostri defunti. Si ha davvero la sensazione che il cimitero sia lasciato andare. Dal canto mio faccio quello che posso per tenere pulito e in ordine, ma posso anche capire che alcune persone anziane non possono fare altrettanto. Spero davvero che con il mese di settembre si trovi una soluzione. I soldi saranno anche pochi, ma chiediamo almeno il minimo». Anche perché la lodevole proposta degli Alpini si scontra con alcune logiche di mercato: «Bisogna essere grati a quelle persone, che si mettono al servizio della comunità, ma non si può campare sul volontariato per la manutenzione ordinaria, noi paghiamo un servizio e credo che il minimo sia che ci sia una gestione professionale».

Dello stesso avviso anche Erika Aliverti: «Santi uomini gli Alpini, per una situazione di emergenza va benissimo ma non possiamo appoggiarci a loro per sempre. Comunque tutta questa situazione è davvero triste». Degrado e incuria dilaganti: «Non è una cosa bella da vedere e secondo me è una situazione che sta andando a peggiorare con gli anni, non si tratta certo dell’ultimo mese». Anche se a onor del vero, forse ora si è superato il limite: «Sicuramente adesso siamo proprio oltre, ma credo sia soprattutto il risultato di un incuria diffusa da anni».

Problemi di accessibilità

È più ottimista invece Angelo Andreani, anche se candidamente ammette di frequentare solo la parte iniziale del cimitero: «Ho letto che certe zone sono davvero messe male, io posso dire che avendo i parenti nelle zone iniziali non ho notato un grandissimo degrado, forse qualche erbaccia di troppo, ma situazioni comunque abbastanza rimediabili». Andreani parla anche di responsabilità personali: «Il cimitero è messo molto male, ma credo che una parte della colpa sia anche di chi non cura con dovizia la tomba dei propri cari, diciamo che ognuno dovrebbe fare il suo, così da potersi lamentare in modo più forte col comune».

Celeste Prencipe si lamenta anche dell’accessibilità: «Mi sembra ci sia molta trascuratezza in tante cose, anche nel voler pensare a soluzioni per i disabili o per i più anziani che magari fanno fatica, speriamo si muova qualcosa».

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