Civitas lancia la sfida  «Lettera aperta ai vigili  e un ricorso al prefetto»
Como conferenza stampa del sindaco Mario Landriscina e del comandante della polizia locale Ghezzo siul tema dell'ordinanza del decoro del centro urbano, accoglienza, senzatetto, mendicanti (Foto by Andrea Butti)

Civitas lancia la sfida

«Lettera aperta ai vigili

e un ricorso al prefetto»

Caso clochard, l’iniziativa del gruppo dell’ex assessore Bruno Magatti

Una petizione online partita ieri e che ha già raccolto centinaia di firme, una lettera aperta destinata agli agenti di polizia locale di Como in cui si chiede obiezione di coscienza all’ordinanza anti accattonaggio, un ricorso al prefetto Bruno Corda per annullare il provvedimento. Sono queste le iniziative messe in campo dall’associazione Civitas per contrastare la misura varata dal sindaco Mario Landriscina venerdì scorso e che sta facendo tanto discutere in questi giorni. «La povertà – ha spiegato il consigliere comunale Bruno Magatti (assessore ai servizi sociali nella giunta Lucini)- non è una questione di ordine pubblico. Non nasce oggi o finirà domani, ciò che cambia è il metodo d’approccio. Il sindaco avrebbe dovuto attivare la rete e dialogare con chi si occupa di solidarietà così da capire i bisogni e decidere i passi da fare. L’ordinanza non risolve il problema: vorrei non fosse mai nata».

Disponibile sulla pagina Facebook di Civitas, la petizione on line ha già diverse centinaia di firme. È destinata agli agenti di Polizia locale e chiede loro una sorta di obiezione di coscienza all’ordinanza anti accattonaggio, invitandoli ad astenersi da un’applicazione non rispettosa dei diritti dei poveri «in nome di una coscienza vostra personale e di quella collettiva». Con contenuti simili, inoltre, è stata consegnata una lettera aperta sempre ai vigili di Como: «Loro rappresentano tutti noi, e so di agenti in situazione di disagio e imbarazzo - ha sottolineato Magatti - Il racket va ovviamente contrastato, ma la polizia locale può già farlo con gli strumenti in loro possesso».

Per quanto riguarda il ricorso gerarchico al prefetto, presentato ieri mattina, secondo i promotori l’ordinanza, così com’è formulata, «contiene principi d’illegittimità ed è discriminatoria e penalizzante per i destinatari, cioè i soggetti indigenti».

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