Como, battello spazzino  Anni di chiacchiere
Il battello più grosso, uscito martedì per ripulire i detriti: è quasi sempre fermo a Villa Geno (Foto by butti)

Como, battello spazzino

Anni di chiacchiere

Lago sporco? Soltanto scaricabarile tra gli enti sulle competenze per la pulizia del primo bacino. Tra manutenzioni, guasti e pastoie burocratiche, quasi mai i mezzi funzionano regolarmente durante le emergenze

A raccontarla sembra una barzelletta, ma da ridere c’è ben poco. La telenovela del battello spazzino fuori uso nei momenti di necessità va avanti da più di dieci anni. Ci sono stati casi con entrambi i mezzi fuori uso, mentre il copione che ha visto un maggior numero di riproposizioni è quello di un mezzo funzionante (spesso però fermo all’attracco) e dell’altro fuori uso per i motivi più svariati.

Era il gennaio del 2009 quando andò in scena il celeberrimo scontro tra l’allora assessore all’Ambiente di Palazzo Cernezzi Diego Peverelli e il suo omologo in Provincia Paolo Mascetti. Nodo del contendere i costi per la raccolta e lo smaltimento del materiale che avevano portato alla “guerra del legname” con il Comune che aveva sospeso il servizio come azione di protesta. Maggio 2009: città piena di turisti e battello spazzino rotto

. Cambiano i politici, ma il nodo non si risolve. Scorrendo il calendario e i titoli del giornale di allora si arriva al 21 giugno 2014 (“L’estate inizia con il lago sporco. E il battello spazzino non va”) con il mezzo comunale in manutenzione e quello provinciale in servizio solo oltre la diga.

L’allora assessore Bruno Magatti se la prendeva sempre con la Provincia a cui chiedeva (invano) aiuto. La risposta di Villa Saporiti, svuotata delle sue funzioni dopo la riforma? «Non abbiamo soldi, non uscirà più». Nell’ottobre di quello stesso anno l’unico mezzo in funzione, quello in uso al Comune, affondò a causa di una mareggiata violentissima. Scaricabarile continuo fino al 2015 con l’accordo tra Villa Saporiti e Autorità di Bacino (presieduta da Luigi Lusardi) per la pulizia del lago all’esterno della diga. Tutto risolto? Niente affatto. Se prima a litigare erano due enti, già nel 2016 erano diventati in tre.

. Burocrazia, insomma. Che al cittadino non interessa. A contare, è solo il risultato. Che, per ora, non c’è.


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