Como, Confortola agli studenti: «Non dovete mai mollare»
Marco Confortola ieri al Setificio

Como, Confortola agli studenti: «Non dovete mai mollare»

L’alpinista ha incontrato gli studenti del Setificio

Como

Un motivatore in classe, al Setificio arriva l’alpinista Marco Confortola. L’uomo degli 8mila metri questa volta è salito non in vetta, ma in cattedra per dare una scossa agli studenti del Paolo Carcano.

«Ragazzi voi siete importanti, ve l’hanno mai detto? - questo interrogativo è stato ripetuto più volte dal famoso scalatore, che ha cercato davvero di caricare circa 250 alunni delle quarte e delle quinte – siete il futuro di questo Paese, dovete crederci, impegnarvi, dovete vivere con passione, lavorare con passione. Io ho costruito quattro regole facili: dare retta a chi ci vuole bene, studiare per investire sul cervello senza perdere tempo, credere nello sport perché ci insegna a perdere e a vincere, ci dice cos’è il rispetto, serve per sapere stare al mondo. E l’ultima è non mollare mai».

La carica di Confortola era innegabile, la sua voce vigorosa e decisa non ha certo permesso ai ragazzi e alle ragazze del Setificio di distrarsi. «È così, bisogna sempre cercare di guardare il bicchiere mezzo pieno – ha detto ancora Confortola – se no non vale, perché da giovani avete anche la possibilità di buttarla via questa vita. E invece no, dovete cercare di avere sempre davanti un obiettivo, un sogno da raggiungere. Date una accelerata al motore ragazzi». Confortola, classe 1971, arriva dalla Valfurva, ieri era ospite della Fondazione Setificio. Agli studenti ha spiegato di aver fatto nella vita la guida alpina, il maestro di sci, il tecnico dell’elisoccorso, ma anche il formatore, il meccanico, il fabbro e il cameriere. L’amore per la montagna poi l’ha portato a scalare l’Everest.

Poi ha raccontato della sua lotta contro il K2, nel 2009 durante una spedizione, quando morirono undici alpinisti, a lui per congelamento amputarono tutte le dita dei piedi. Eppure, il motivatore, è tornato a scalare il Lhotse, il Manaslo, sei mesi fa il Makalu, sempre sopra agli 8mila metri.

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