Como, coprifuoco dalle 22  A rischio il futuro della città turistica
Classico pienone estivo al bar Giuliani di piazza De Gasperi, in orario di aperitivo

Como, coprifuoco dalle 22

A rischio il futuro della città turistica

Troppo rumore secondo il perito del tribunale. Il Comune ordina di ritirare i tavolini due ore prima. Il titolare del bar: «Dovremo dimezzare i lavoratori»

Dopo le 22, in piazza De Gasperi, via i tavolini dei locali. Lo scenario potrebbe concretizzarsi all’inizio della settimana prossima: a seguito delle rilevazioni fonometriche sui decibel serali disposte dal Tribunale a tutela di una famiglia della piazza che ha intentato causa, il Comune ha preavvisato tramite posta certificata i titolari degli esercizi sull’obbligo di ritirare i tavolini all’aperto a partire dalle dieci sera, di fatto interrompendo due ore prima del solito l’attività con una ricaduta importante sulle attività economiche, che mette a rischio la sopravvivenza stessa della città turistica.

I valori misurati nella piazza antistante la funicolare hanno attestato il superamento delle soglie di rumore tollerabile, in particolare per gli orari serali. Sulla base di questi risultati, i residenti hanno richiesto un provvedimento urgente in corso di causa affinché s’inibiscano le attività sulla piazza. La questione è passata in giunta: anche secondo gli uffici, l’amministrazione è vincolata ad attenersi alla richiesta dei legali dei residenti e quindi ad avviare l’iter amministrativo. Da qui, il possibile stop ai tavolini dopo le 22.

Il braccio di ferro fra la famiglia residente e i locali nella piazza va avanti da anni. Fra loro, c’è il bar Giuliani: «Non capiamo - spiega il titolare Carmine Giuliani - perché il Comune abbia deciso d’anticipare la decisione del giudice, prevista per il 16 maggio, davanti alla quale presenteremo le nostre osservazioni sui rilievi. L’80% del nostro fatturato si fa di sera, dalle 20 a mezzanotte. Se dovessi fermare l’attività all’aperto alle 22, sarei costretto a ridurre del 50% il numero dei lavoratori. Per noi sarebbe una mazzata». L’udienza sarà il 16 maggio; dal canto suo, l’assessore al Commercio Marco Butti sottolinea la volontà di trovare un equilibrio: «Come ho già dimostrato nell’incontro di lunedì sera con i commercianti - spiega Butti - con i quali c’è sempre stato un rapporto in questi mesi trasparente e collaborativo, c’è la massima disponibilità dell’amministrazione, intesa come parte politica, a trovare giusto equilibrio fra le legittime richieste dei commercianti di lavorare in una città che volge verso la vocazione turistica e le altrettanto legittime osservazioni avanzate dai residenti».

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