Como: da clinica a ospedale  Valduce, i 50 anni del monoblocco
La progettazione del nuovo edificio si deve agli architetti Ettore e Cante Rossi

Como: da clinica a ospedale

Valduce, i 50 anni del monoblocco

Dalla donazione del primo terreno all’apertura del nuovo padiglione nell’estate del 1968. Un lungo percorso di crescita a servizio della città

Una data importante per l’ospedale Valduce quella del 1° luglio. Oggi, infatti, il Monoblocco del nosocomio comasco compie cinquant’anni. La struttura venne inaugurata nell’estate del 1968 e da mezzo secolo gli operatori si dedicano alla cura dei pazienti comaschi ma non solo.

«Oggi l’ospedale può contare su tecnologie all’avanguardia - racconta Alessandro Parravicini, direttore sanitario del Valduce dal 1980 al 2004 - ma la storia del nosocomio dimostra come ci fosse già una visione moderna fin dalla sua nascita».

La storia dell’ospedale Valduce inizia il primo marzo del 1878, data di avvio dei lavori per la costruzione di una casa «più consona alla necessità dei tempi». Fu così che su una proprietà donata dal canonico Bernasconi, a levante del torrente Valduce, nacque il complesso di costruzioni che oggi ospita l’ospedale nell’area di via Dante.

È con l’inizio del Ventesimo secolo che il luogo di accoglienza diventa sempre più una casa di cura, avvalendosi anche di esperti sanitari, per arrivare ad offrire ai malati prestazioni sempre più qualificate. Nell’autunno del 1958 così la decisione di costruire un nuovo edificio con l’incarico assegnato all’architetto Ettore Rossi e a suo figlio Cante.

Il progetto portò alla nascita di un ospedale a monoblocco, alto sette piani, e realizzato su via Dante. Le opere vennero realizzate tra il 1962 e il 1968. Dal 1974 il Valduce è “Ospedale Classificato”, e cioè un ospedale religioso che, all’interno del Sistema sanitario nazionale, viene equiparato a quelli pubblici.


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