Como: Daspo contro i mendicanti  «Ma ai poveri serve solidarietà»
In discussione ul nuovo regolamento di polizia locale

Como: Daspo contro i mendicanti

«Ma ai poveri serve solidarietà»

Favorevole al nuovo regolamento di polizia locale Ajani, Lega Nord. Rapinese: «Finalmente ci liberiamo dei finti accattoni» . Nessi: «No a generalizzazioni»

Como

«Il sindaco lo aveva promesso prima di Natale ed è stato di parola, questo Daspo urbano contro i questuanti molesti ci trova pienamente concordi»: è una dichiarazione di aperta condivisione quella che Giampiero Ajani, capogruppo della Lega a palazzo Cernezzi, si sente di dettare alla richiesta di un commento sulla bozza del nuovo regolamento di polizia locale.

L’atto, attualmente all’attenzione del primo cittadino Mario Landriscina, prevede appunto il Daspo urbano, vale a dire l’allontanamento di chi commette una delle violazioni previste nel testo, tra i quali l’accattonaggio molesto e l’attività di parcheggiatore abusivo.

Tra le minoranze, Alessandro Rapinese pensa che «il Daspo urbano dovrebbe essere finalmente lo strumento che ci permetterà di liberare la città da profittatori e abusivi di ogni genere. È questione di ordine e legalità, si tratta per lo più di soggetti che sono tutt’altro che mendicanti, ma membri di bande gestite dai racket della finta elemosina». Rapinese però nutre dubbi sulla capacità della maggioranza di rendere esecutivo il regolamento: «Davvero - aggiunge - spero che almeno questa la imbrocchino, ma da una giunta che non è stata nemmeno in grado di nominare il proprio capo di gabinetto, non mi aspetto molto».

Spostandoci nel centro sinistra, Stefano Fanetti, Pd, non si sbilancia, attendendo «il fondamentale passaggio in consiglio comunale». Vittorio Nessi, Scelta civica, entra invece nel merito: «Mi riservo di analizzare il testo nel momento in cui approderà in aula. Posso dire fin d’ora quale sarà l’orientamento di Scelta civica, che è contro ogni forma di illegalità. Ma un conto è l’illegalità che, ripeto, va combattuta con ogni mezzo, un altro sono la marginalità e la povertà per le quali non serve un regolamento di polizia locale, ma piuttosto inclusione e solidarietà».

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