Como, dirigente si premiò con 7mila euro  «Sconcertante, ma non ci fu reato»
Pierantonio Lorini, dirigente del settore mobilità del Comune di Como

Como, dirigente si premiò con 7mila euro

«Sconcertante, ma non ci fu reato»

Il giudice archivia l’accusa per abuso d’ufficio a carico di Pierantonio Lorini

L’autoliquidazione di denaro del Comune per riconoscersi un premio di 7.500 euro «viola il dovere di astensione» del dipendente pubblico e non è solo «illegittima» ma è pure «sconcertante» in quanto denota la «noncuranza per le norme della buona amministrazione».

A scriverlo è la Procura di Como che, nonostante questo, ha chiesto e ottenuto l’archiviazione delle accuse ipotizzate a carico di Pierantonio Lorini, il dirigente del settore Mobilità di Palazzo Cernezzi che due giorni prima del Capodanno 2014 concesse a se stesso e a due collaboratori un premio in denaro per la realizzazione del piano della sosta dei residenti. Il dirigente comunale, in sintesi, non commise abuso d’ufficio.

L’inchiesta che si è chiusa con l’archiviazione delle accuse affonda le sue radici negli articoli pubblicati su La Provincia alcune settimane dopo la determina con la quale Lorini impegnava 7.524,81 euro del Comune per il riconoscimento di un incentivo economico a se stesso e ad altri due dipendenti del suo settore. Motivo: il lavoro fatto per la realizzazione del piano della sosta per i residenti comaschi.

Quando la determina venne firmata e protocollata, nessuno in Comune disse nulla. Anzi, il provvedimento ottenne pure il parere di regolarità contabile. Soltanto dopo gli articoli di stampa - ne da atto anche la Procura nella sua richiesta di archiviazione - il segretario generale intervenne a contestare il provvedimento con un atto bollato come «posticcio» dalla magistratura.

Secondo il sostituto procuratore Massimo Astori, titolare dell’inchiesta condotta dalla guardia di finanza, non vi è dubbio sul fatto che Lorini - con la sua determina - ha «violato il dovere di astensione», in quanto «l’impegnare somme dell’amministrazione liquidandole a proprio favore integra una situazione di conflitto di interessi».

Nel corso dell’inchiesta, però, «non è emerso in termini accusatori sufficienti» il fatto che quel premio fosse un vantaggio ingiusto per Lorini. Nonostante il premio sia poi stato cancellato dal segretario generale, secondo l’accusa non vi è certezza sul fatto che un premio per un atto come la realizzazione del piano parcheggi fosse illegittimo. «Anche se - sottolinea la richiesta di archiviazione - l’autoliquidazione appare francamente sconcertante e segnata da una dose di noncuranza per le norme della buona amministrazione» è impossibile contestare al dirigente comunale alcun tipo di reato. E questo - conclude la Procura - anche a fronte della formulazione dell’abuso d’ufficio, che «comporta un’ardua applicazione con immancabili conseguenze sul piano dell’azione di contrasto alle condotte sempre più disinvolte e spregiudicate di molti amministratori».

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