Como: il Comune alza il canone d’affitto

Se ne va Iari, l’oste delle toghe

Ultimo giorno di lavoro in Largo Spallino per Iarisch Augliaro, da otto anni al bar del tribunale

Como: il Comune alza il canone d’affitto Se ne va Iari, l’oste delle toghe
Iari, al centro, tra Nadia (a sinistra) e Lucia

Ultimo, mestissimo giorno di lavoro, oggi, per l’oste delle toghe, l’ottimo Iarisch “Iari” Augliaro che, dopo otto anni di indefesso e meraviglioso servizio, lascia il bar del tribunale all’esito di un bando che il Comune ha voluto a tutti i costi rinnovare, e dal quale la sua offerta è uscita sconfitta.

«Ringrazio tutti - dice lui, trattenendo a stento le lacrime -. Ringrazio i miei clienti, giudici e avvocati, forze dell’ordine... L’affetto che mi hanno dimostrato in questi giorni significa molto... Vado via senza rimpianti, sapendo di avere fatto tutto il possibile perché il finale di questa storia fosse diverso». La morale, a volerne cercare una, è che ha senso battersi contro il destino, meno contro l’ente pubblico che, quando decide, sa davvero essere irremovibile. E che in questo caso ha deliberato un aumento del canone di affitto che l’attuale gestore ha ritenuto non più sostenibile.

Per la cronaca, verrà meno il servizio di vendita di marche da bollo. Per poterle commercializzare bisognerebbe essere titolari di una licenza dal costo tutt’altro che accessibile (più o meno 100mila euro), licenza di cui la nuova conduzione, a quanto pare, non disporrebbe.

Avvocati e segretarie, abituati a fare la spola tra il bar e le cancellerie, dovranno rivolgersi altrove, magari in via Mentana, dove ha sede la rivendita più vicina.

Comunque: ieri, come detto, è stato un viavai continuo di clienti e amici. Del resto, questo coloratissimo bugigattolo di pochi metri quadrati è stato, in questi anni (auspicando che continui a esserlo anche in futuro), uno dei bar in assoluto più frequentati della città.

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