Como, il ritorno in B
Una folla tutta azzurra
e la città riscopre la festa

L’abbraccio dei tifosi alla squadra tra fumogeni e cori. Il sindaco Mario Landriscina: «Un segnale che dà speranza». Matteo Salvini: «Bentornati in Serie B»

Como, il ritorno in B Una folla tutta azzurra e la città riscopre la festa
Il corteo più bello al termine della sfida

«Ce ne andiamo in serie B»: il grido si è levato ieri dal campo del Sinigaglia verso le 17 ed è stato subito riecheggiato per strada. I tifosi del Como non avrebbero potuto chiedere parole più dolci per suggellare la fine di un pomeriggio da incorniciare. Un oceano azzurro ha invaso le strade attorno stadio, chiuse al traffico e vigilate dalle forze dell’ordine.

Tra i fumogeni

Sembrano altri tempi: tanti abbracci e tante persone radunate mentre la folla esultante dalla strada si dirige tra i fumogeni azzurri direttamente sotto gli spogliatoi. Il sogno è vissuto fuori dal luogo in cui si è realizzato, ma resta pur sempre un sogno che per qualche minuto riesce a cancellare la realtà che aspetta per strada, dove ancora le restrizioni della zona arancione si fanno sentire. Niente caroselli per le strade comasche quindi, visti i tempi, nemmeno per un partita che fa volare decisamente in alto. Nel blu, dipinto di blu, come ha cantato giustamente qualcuno nei primissimi minuti dopo la vittoria.

Orgogliosi di essere lariani e orgogliosi di quei giocatori che hanno fatto capolino dalle finestre degli spogliatoi. “Grazie ragazzi, tanto già lo so che l’anno prossimo gioco di sabato” gridano in coro i tifosi quando ad affacciarsi è lui, “il capitano”. Giacomo Gattuso, ex capitano oggi nella veste di allenatore ha portato la squadra al grande ritorno in serie B. L’altro eroe del giorno, Gabrielloni, autore della doppietta che ha portato i lariani alla vittoria, era al suo fianco.

Esulta il sindaco Mario Landriscina: «Questa - dice - non è solo una grande giornata per lo sport comasco, ma lo è per tutta la nostra città. L’impresa del Como 1907 rappresenta un momento di unione della comunità intorno a una realtà che da sempre costituisce un simbolo nella storia della città. Questa promozione dà anche un importante segnale della volontà di rilancio di Como e dell’intero territorio: un ottimo auspicio per una ripartenza di tutti i nostri settori che ci hanno resi famosi nel mondo. Nonostante le difficoltà manifestate negli ultimi anni dalle società che si sono succedute, il grande successo di oggi porta con sé il valore aggiunto della passione e della speranza. Abbiamo bisogno anche di questo, e proprio l’emergenza sanitaria lo ha reso ancora più evidente».

Il sindaco assicura sostegno al progetto della società: «Il Comune sarà sempre al fianco della nostra squadra e pronto a sostenerla con i mezzi a disposizione - dice ancora Landriscina - abbiamo affrontato percorsi complessi e insieme abbiamo già raggiunto risultati fondamentali... Lo faremo ancora, unendo le forze e mettendoci in gioco come la nostra città merita».

Una giornata storica che coinvolge nella festa anche chi comasco non è come il leader della Lega Matteo Salvini: «Bentornato al Como in Serie B! E onore ai lupi dell’Alessandria che hanno lottato fino alla fine».

Il Como e la Juve

Anche l’assessore regionale Alessandra Locatelli brinda alla promozione: «Non sono una grande tifosa, è vero, ma sono una irriducibile comasca e ogni successo della mia città mi riempie il cuore di orgoglio. Umilmente mi sento di dire: grazie ragazzi! E a grazie a chi con il tifo e il sostegno incondizionato e quotidiano ha incoraggiato questo nuovo traguardo. Perché la squadra non è solo quella che gioca in campo. Avanti tutta!»

Alessandro Fermi, presidente del consiglio regionale, gioisce con l’ironia: «Cambio un anno deludente della Juve con il nostro Como promosso in serie B». Giovanni Currò, parlamentare del Movimento 5 Stelle, esulta nella maniera più tradizionale: foto in balcone con sciarpa azzurra. «Magico Como - dice - un ritorno in B da applausi».

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